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martedì 30 ottobre 2018

Appuntamenti lucchesi 2018



Mercoledì 31 ottobre
Presentazione App EMooks.
Dalle ore 13:00 alle 14:00 presso Auditorium Fondazione Banca del Monte di Lucca, in Piazza San Martino accanto al PalaPanini

Venerdì 2 novembre
Mi trovate al padiglione Napoleone, stand 117.
Dalle ore 14.00 alle 16.00.
20 sketch (schizzi, non commission, non arrivate col cartoncino buono Fabriamo 4, che ci faccio la barchetta)


lunedì 29 ottobre 2018

Eva e Chris Adventures

Correva l'anno 1997, forse '98 e ci si guadagnava da vivere con una pubblicazione pubblicitaria dal titolo "Eva e Chris Adventures", che narrava le avventure di due ragazze nella movida di svariate città di tendenza. All'interno delle storie venivano pubblicizzati prodotti, locali, negozi il tutto condito con qualche vip.
Era allucinante, ma il lavoro è lavoro e pecunia non olet.




Davvero degno di nota come questi fumetti venivano disegnati: quattro autori armati di "episcopio" e sommersi da centinaia di foto, stavano chiusi una settimana in un appartamento di Riccione (mentre tutti gli altri fuori se la spassavano) a disegnare a ritmi forsennati, notte e giorno, in un giorno che era comunque sempre notte, perché gli episcopi per funzionare avevano bisogno del buio.
Poi si consegnavano le tavole, si veniva pagati sull'unghia e si tornava a casa, con il portafogli pieno (almeno così ci sembrava) e le borse sotto gli occhi.


Nella foto, piegati dal lavoro, da sinistra a destra: Stefano Natali, Stefano Mazzotti, Jacopo Brandi e il sottoscritto. Le sceneggiature erano di Francesco Manetti.


giovedì 18 ottobre 2018

Sabato 20 - Biblioteca di Costa Volpino

Ci vediamo sabato 20, alle ore 16, presso la Biblioteca Comunale di Costa Volpino (Bergamo) via Sant'Antonio, 8.
Parleremo di fumetto, scrittura e dello strano mestiere del raccontare.

Per i dettagli dell'evento QUI.

lunedì 8 ottobre 2018

Di self-publishing e di grandi amori

Mi è capitato di scrivere un commento a proposito del self-publishing, ma temo che sia stato frainteso o magari strumentalizzato, quindi approfitto per specificare. E lo faccio qui, perché sulle pagine dove se n'è trattato direi che non c'è interesse ad approfondire o chiarire ma solo un certo gusto al tiro al piccione.

Il succo, in breve, è che qui Joe Lansdale sconsiglia l'autoedizione (trovate i dettagli nel post).
Io, modestamente, non sono d'accordo.

Forte di quello che ho visto accadermi intorno e anche di numerosi articoli in merito, credo che per un aspirante autore sia inutile e anche mortificante, limitarsi a mandare il proprio manoscritto ai vari editori e restare in attesa, a volte per anni. E' come quando ti dicono: "Ti chiamo io, èh!" e ti decomponi accanto alla cornetta.
Ho sempre consigliato di investire, anche economicamente, su se stessi e di far girare le proprie idee.
Sarà comunque una occasione per crescere e quel know how vi servirà per migliorarvi.

Ma attenzione, non parlo di pagare un editore per farsi pubblicare, o partecipare alle spese di stampa, parlo di stampare in proprio.

Non sarà una soluzione, ma soprattutto all'inizio, mi pare una strada da percorrere.

Non ho evocato nessuna "kasta", anche perché non esiste :)
Se sei bravo, sia nello scrivere che nel saper vendere la tua immagine, prima o poi ce la fai.

Io un romanzo l'ho scritto e pubblicato per un editore che, non solo non mi ha fatto pagare, ma mi ha pure pagato. E quando l'ho pubblicato l'ho fatto solo perché me l'ha chiesto. E ha pure insistito.
Quando c'è stata una opportunità anche migliore ho preferito continuare a scrivere fumetti, perché mi viene certamente meglio e ho pure guadagnato di più.
Gli "wannabe che non ce l'hanno fatta" ci sono, e sono come quelli che quando vengono mollati danno la colpa solo al partner e considerano gli esponenti del sesso opposto come tutti dei gran bastardi.
Capita, spesso è colpa della delusione.
L'importante, anche nella scrittura, è aspettare che passi e rimboccarsi le maniche lavorando su se stessi.
In fondo, anche la scrittura è un grande amore.


mercoledì 3 ottobre 2018

Romics 2018



Vi aspetto al Romics 2018

Sabato 6
Dalle 16.30 alle 17.30 presso il Pala Comics Lab e Card Games – Comics City, pad. 9.
"Diabolik visto da Sergio Zaniboni": Mario Gomboli e Giuseppe Di Bernardo parlano del Re del Terrore.

Domenica 7
Stand Diabolik -Padiglione 7 - spazio E12.
Dalle 10.30 alle 12.30 presso lo stand, sessione di disegni con Giuseppe Di Bernardo.



domenica 30 settembre 2018

Essere Richard Wrost

Ero per strada, stavo aspettando una persona. Ad un certo punto mi si para di fronte un ragazzo, più o meno ventenne, in tenuta da viaggio in bici, zaino, guantini etc etc e mi grida:
"Ma lei è Richard Wrost!"
Ora, io non sono sicuro di aver capito bene. So solo che ha detto qualcosa che suonava pressappoco in quel modo. Poi ha continuato:
"Magari è in incognito, ma la prego, mi farebbe un autografo?"
Sfortunatamente ero un po' teso e preoccupato per ben altre cose e penso che sia stato un vero peccato, perché sono sicuro che in un altro momento lo avrei irretito con una supercazzola e avrebbe finito per far lui a me un autografo fasullo.
E invece gli ho solo detto: "Smamma idiota" (che solo adesso mi rendo conto di quanto sia una frase fuori dal tempo come quando dico "pardon").
Peccato, giovane amico burlone. Non hai trovato il DiBe migliore. Magari l'avresti potuta raccontare agli amici e io resterò col dubbio su chi accidenti sia Richard Wrost.


sabato 29 settembre 2018

Del "dono", del cancro e del pensiero positivo

Avete presente la faccenda del "DONO" che sta imperversando sui social?
Nella vita l'ho sentita molte volte e troppe volte l'ho professata.
Per capirla a pieno bisogna conoscere il retroterra, per certi versi, "new age" in cui il concetto nasce. Sono ambienti che ho frequentato e da cui mi sono un po' allontanato, forse a causa della disillusione e del cinismo dell'età. E dalla pessima compagnia.
In certi ambienti inclini al "pensiero magico", le difficoltà della vita sono dei "doni", perché superando le difficoltà si cresce. Sono come scalini che salendoli permettono di vedere il mondo che ci circonda un po' più dall'alto e quindi più chiaramente. Sono dei confini, e i limiti sono una buonissima cosa, perché quando si individuano si inizia già a superarli.
Ok, fin qui tutto molto bello.
La faccenda si complica di fronte a un problema di salute bello grosso. Un problema che terrorizza come terrorizza la paura della morte. Per affrontarlo bisogna indubbiamente far ricorso a tutte le proprie energie e certamente anche ad una profonda fiducia nel domani. Lo spirito è utile, fondamentale, ma non è abbastanza. L'ho visto con i miei occhi come molti di voi. E no, purtroppo non basta. Anche ad Auschwitz c'era il pensiero positivo: "Il lavoro rende liberi" recitava la scritta sull'ingresso. Sapete come andava a finire.
Il pensiero positivo, semplificato e proposto alle masse come un prodotto di banale consumo è deresponsabilizzante e inutile. E' utile in un lungo percorso di consapevolezza personale, e non può essere ceduto o insegnato. "Venduto" come una semplicistica panacea è addirittura pericoloso.