Se avessi ascoltato mio padre non avrei neppure frequentato il liceo.
Mio padre, che non ha mai letto un libro in vita sua fino a quando ho pubblicato il mio, proprio non capiva il mio interesse verso lo studio. Mi voleva falegname come lui.
Lavoro dignitosissimo e creativo, ma un falegname famoso di nome Giuseppe c'era già e io avevo una certa ambizione da primadonna.
Se avessi ascoltato mio zio non avrei mai fatto fumetti. "Non era un lavoro" diceva. "Come li camperai i tuoi figli?" Di figli non ne ho, ma un tetto me lo sono comprato. E ci godo tanto, pensando che mi ha aiutato il "ladro" per antonomasia.
Se avessi ascoltato quelli che mi dicevano di lasciar perdere con L'Insonne, Desdemona sarebbe morta nel 1995.
E invece no.
Ci credevo, e tra mille sfighe è arrivata viva e vegeta fino ad oggi, quando comincia ad incassare i frutti dell'amore che ha seminato. Tranquilla, Desdemona, non ho intenzione di farti morire proprio adesso.
Se avessi ascoltato quelli che mi dicevano di smetterla di scrivere, che avrei guadagnato di più disegnando e stando al mio posto, oggi forse avrei qualche soldo in più ma avrei inventato meno mondi e vissuto solo la mia piccola vita.
Non ci sto zitto al mio tavolo da disegno.
Come dice questo blog, "la vita non può essere segregata nel riquadro di una vignetta".
Se avessi ascoltato quelli che mi dicevano: "Lascia stare, lei è troppo giovane per te", avrei perso la gioia più grande che la vita ci può dare.
Parlavano di me come di una cariatide.
Santo cielo quanto conformismo nelle persone.
Gli stai sulle scatole quando cambi, quando vuoi qualcosa che sia davvero adatto a te, alla tua anima. La loro vita è un bel puzzle e i pezzi devono stare al loro posto, altrimenti mettono in discussione tutto. Anche loro. Se li avessi ascoltati non avrei conosciuto l'Amore Vero, quello che ora che è lontano mi fa male da impazzire.
Se li avessi ascoltati sarei morto dentro e avrei fatto morire chi era intorno a me.
Scegliere vuol dire vivere.
Ecco, questo è un buon proposito per il prossimo anno: scegliete.
Non ascoltate le ranocchiette che gracidano intorno a voi. Seguite solo quello che sentite giusto. Agite anche avventatamente, se necessario. Ma non fatevi condizionare da gli altri.
Seguite la vostra anima, lei sa dove condurvi, lei è l'aria che gonfia le vele nel mare della vita.
E ora, che manca meno di un'ora a mezzanotte, riempio ancora il mio bicchiere di whisky e torno al lavoro.
No, non bevo di solito, ma stasera, per mille ragioni e come in un pessimo romanzo noir, c'è solo una bottiglia a farmi compagnia.
Chissà che finalmente scriva qualcosa di buono. Almeno crederò che lo sia se lo leggerò da sbronzo.
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venerdì 31 dicembre 2010
Buon anno...
Caro 2010, tra poche ore lascerai il passo a tuo figlio sulla linea del tempo.
Non devi fartene un cruccio, non devi dispiacerti, perché è nella natura delle cose. Per l'uomo moderno il tempo, tuo padre, è una linea retta orizzontale che va da un punto imprecisato del passato ad un punto imprecisato del futuro. Per le culture antiche, invece, il tempo era ciclico, formato da un continuo ripetersi di eventi. Comunque vada, caro 2010, devi toglierti dalle scatole, perché si sa: "tutte le ore feriscono, l'ultima uccide". E vale anche per te.
Sei stato un anno doloroso, ma non esiste un parto senza dolore. Per cambiare bisogna soffrire, e come una madre guarda con immenso amore il figlio che con la sua nascita l'ha fatta gridare di dolore, io oggi guardo quello che mi hai lasciato con grande riconoscenza.
Stasera, comunque, non festeggerò.
Lavorerò fino a tardi, spero, perché nel 2011 ho il compito di svelarvi il segreto e devo essere certo di averci messo tutto il mio impegno, se non il talento.
A mezzanotte certamente sarò al telefono, perché ci sono seicento chilometri che mi dividono dall'altro mio piccolo cuore e se la telepatia funziona, il cellulare aiuta.
Sì, lo ammetto, avrei preferito passare il capodanno diversamente, ma visto che le sue braccia sono lontane, coglierò l'occasione per abbracciare me stesso.
Sarà un po' come ricentrarsi.
Raccogliersi in silenzio e guardarsi dentro. Fare davvero il punto della situazione e non solo dei brindisi.
Non devi fartene un cruccio, non devi dispiacerti, perché è nella natura delle cose. Per l'uomo moderno il tempo, tuo padre, è una linea retta orizzontale che va da un punto imprecisato del passato ad un punto imprecisato del futuro. Per le culture antiche, invece, il tempo era ciclico, formato da un continuo ripetersi di eventi. Comunque vada, caro 2010, devi toglierti dalle scatole, perché si sa: "tutte le ore feriscono, l'ultima uccide". E vale anche per te.
Sei stato un anno doloroso, ma non esiste un parto senza dolore. Per cambiare bisogna soffrire, e come una madre guarda con immenso amore il figlio che con la sua nascita l'ha fatta gridare di dolore, io oggi guardo quello che mi hai lasciato con grande riconoscenza.
Stasera, comunque, non festeggerò.
Lavorerò fino a tardi, spero, perché nel 2011 ho il compito di svelarvi il segreto e devo essere certo di averci messo tutto il mio impegno, se non il talento.
A mezzanotte certamente sarò al telefono, perché ci sono seicento chilometri che mi dividono dall'altro mio piccolo cuore e se la telepatia funziona, il cellulare aiuta.
Sì, lo ammetto, avrei preferito passare il capodanno diversamente, ma visto che le sue braccia sono lontane, coglierò l'occasione per abbracciare me stesso.
Sarà un po' come ricentrarsi.
Raccogliersi in silenzio e guardarsi dentro. Fare davvero il punto della situazione e non solo dei brindisi.
domenica 26 dicembre 2010
Pranzi di Natale
26 dicembre, ore 16:38...
Finito di abbuffarvi?
Non avete proprio posto per un'ultima, innocua, insignificante... mentina?
Finito di abbuffarvi?
Non avete proprio posto per un'ultima, innocua, insignificante... mentina?
sabato 25 dicembre 2010
Buon "Newtonale" a tutti...
Tanto per ribadire un concetto a me caro...
Aggiungo che l'albero di Natale deriva probabilmente dall'albero della vita ebraico, dove la prima sefirà Kefer, la volontà prima, è rappresentata dal puntale dorato mentre le altre palline sono le restanti sefirot.
Vabé, non importa. Come non detto.
Dannate assurde convensioni.
Dannata fila al supermercato il 24 pomeriggio.
Dannato panettone che mi resta sullo stomaco.
Dannati inutili regali.
Dannati TAG natalizi.
Dannate ipnosi di massa.
E ora mi aspetta anche il pranzo dai miei...
Sono già in ansia.
Cheppalle.
Auguri... ne abbiamo tutti bisogno.
AGGIORNAMENTO
Non è disprezzo verso il Natale, è che non soffro questo teatrino di buonismo e zucchero a velo.
Ognuno è libero di narcotizzarsi spacchettando regali inutili o tenendosi per mano di fronte all'albero cantando canzoncine appropriate. Se questa pratica lo fa tornare un po' bambino, quando non aveva ancora perso le prioprie illusioni, che lo faccia pure.
La gente mi odia abbastanza in questo periodo.
Io sono irritato dal mondo intero e finisce che io irrito chi mi sta intorno.
Non che la cosa mi crei problemi... ma Pinocchio per non sentire il grillo parlante, lo schiaccia.
Il mio non è sterile cinismo...
Volete festeggiare l'amore? Fatelo tutto l'anno, amate, rispettate, perdonate, non avventatevi su oggetti inutili che vi riempiono i cassetti e non l'anima.
Non fate regali solo perché gli altri si aspettano che lo facciate. Fatelo se lo sentite, altrimenti sarete solo condizionati. Un altro aspetto della gabbia invisibile che abbiamo intorno.
E ora uccidetemi perché dico che il re è nudo.
(per disattivare il tango scorrete la pagina)
Aggiungo che l'albero di Natale deriva probabilmente dall'albero della vita ebraico, dove la prima sefirà Kefer, la volontà prima, è rappresentata dal puntale dorato mentre le altre palline sono le restanti sefirot.
Vabé, non importa. Come non detto.
Dannate assurde convensioni.
Dannata fila al supermercato il 24 pomeriggio.
Dannato panettone che mi resta sullo stomaco.
Dannati inutili regali.
Dannati TAG natalizi.
Dannate ipnosi di massa.
E ora mi aspetta anche il pranzo dai miei...
Sono già in ansia.
Cheppalle.
Auguri... ne abbiamo tutti bisogno.
AGGIORNAMENTO
Non è disprezzo verso il Natale, è che non soffro questo teatrino di buonismo e zucchero a velo.
Ognuno è libero di narcotizzarsi spacchettando regali inutili o tenendosi per mano di fronte all'albero cantando canzoncine appropriate. Se questa pratica lo fa tornare un po' bambino, quando non aveva ancora perso le prioprie illusioni, che lo faccia pure.
La gente mi odia abbastanza in questo periodo.
Io sono irritato dal mondo intero e finisce che io irrito chi mi sta intorno.
Non che la cosa mi crei problemi... ma Pinocchio per non sentire il grillo parlante, lo schiaccia.
Il mio non è sterile cinismo...
Volete festeggiare l'amore? Fatelo tutto l'anno, amate, rispettate, perdonate, non avventatevi su oggetti inutili che vi riempiono i cassetti e non l'anima.
Non fate regali solo perché gli altri si aspettano che lo facciate. Fatelo se lo sentite, altrimenti sarete solo condizionati. Un altro aspetto della gabbia invisibile che abbiamo intorno.
E ora uccidetemi perché dico che il re è nudo.
(per disattivare il tango scorrete la pagina)
venerdì 24 dicembre 2010
Disegni per i lettori
Video realizzato presso il Castello di Donnafugata di Ragusa, una location di grande fascino, dove l'architetto Giuseppe Micciché e la gentilissima consorte hanno organizzato un evento legato al fumetto che ha attratto e incuriosito tantissimi visitatori.
giovedì 23 dicembre 2010
Gli auguri di Desdemona
Coerente alla mia mancanza di coerenza, dopo avervi detto che non mi piace il natale e chiesto di non taggarmi in bigliettini natalizi di varia natura, vi propongo gli auguri di Desdemona.
E' che lei ci teneva così tanto...
la voce è di Isabella Mancini che ringrazio come al solito.
Per disattivare il "tango" andate alla fine della pagina.
E' che lei ci teneva così tanto...
la voce è di Isabella Mancini che ringrazio come al solito.
Per disattivare il "tango" andate alla fine della pagina.
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