Basta.
Vi prego.
Sono stremato.
Iniziarono le mail di auguri semplici. Poi è stata la volta delle mail con il "disegnino natalizio allegato".
Ok, bene. Grazie del pensiero.
Oggi, nell'era di facebook, la più appiccicosa usanza che ci siamo creati è il TAG sui bigliettini natalizi.
Se ti taggano gli amici, passi, lo sopporto. Ma quando ti tagga un perfetto sconosciuto la faccenda inizia ad irritarmi.
la pratica inizia lentamente, verso il 20 di Dicembre per poi raggiungere il suo picco il 24 con replica il 31. I più rompicoglioni ci riprovano anche per la Befana.
Non è quello, ma l'alluvione di messaggi di auguri che seguono al bigliettino e che mi intasano come la stipsi la mia povera casella mail.
Sono un cafone?
Può essere, ma vediamo se così sarò gentilmente esentato da questa mielosa pratica.
Tanti auguri e vi lascio alla mia personale visione del Natale.
Firma per riportare L'Insonne in edicola! Bastano pochi click!
mercoledì 22 dicembre 2010
Bigliettini natalizi e Facebook... mi avete sinceramente trapanato i gioielli di famiglia
martedì 21 dicembre 2010
Amore, nerd e fumetti
Io non credo di essere un nerd, anche se i nerd mi stanno simpatici.
Non credo di essere un nerd, ma non è detto che non lo sia. Diciamo che mi sforzo di non esserlo, anche se dentro di me, come in Gordian, ci deve essere un bimbetto brufoloso e sudato che tenta di guidarmi.
Oddio, forse il paragone era proprio da nerd.
Forse gli appassionati di fumetto sono strani, ripetitivi, "stramboidi", ma spesso, dentro quella busta di plastica in cui si sono impacchettati, hanno solo un cuore troppo sensibile. Un cuore incapace di affrontare una realtà dolorosa e incomprensibile in cui sono stati scaraventati. Infantili o semplicemente increduli di fronte alle sofferenze del mondo? Come biasimarli se si rifugiano nelle pagine patinate di uno spillato?
Comunque... quanti di voi fumettisti e fumettari che passate da qui vi riconoscete in questo video?
La faccenda del ritratto funziona, ma soprattutto tutti noi conosciamo un "Capitan Tuta".
(Per disattivare il tango scorrete la pagina fino alla fine)
Non credo di essere un nerd, ma non è detto che non lo sia. Diciamo che mi sforzo di non esserlo, anche se dentro di me, come in Gordian, ci deve essere un bimbetto brufoloso e sudato che tenta di guidarmi.
Oddio, forse il paragone era proprio da nerd.
Forse gli appassionati di fumetto sono strani, ripetitivi, "stramboidi", ma spesso, dentro quella busta di plastica in cui si sono impacchettati, hanno solo un cuore troppo sensibile. Un cuore incapace di affrontare una realtà dolorosa e incomprensibile in cui sono stati scaraventati. Infantili o semplicemente increduli di fronte alle sofferenze del mondo? Come biasimarli se si rifugiano nelle pagine patinate di uno spillato?
Comunque... quanti di voi fumettisti e fumettari che passate da qui vi riconoscete in questo video?
La faccenda del ritratto funziona, ma soprattutto tutti noi conosciamo un "Capitan Tuta".
(Per disattivare il tango scorrete la pagina fino alla fine)
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sabato 18 dicembre 2010
Storie di Lucca, workshop e pallate di neve...

Il workshop
Dal 13 al 18 dicembre ho soggiornato a Lucca.
Per uno che fa fumetto, Lucca senza stand, cosplayer e fumetti appare paradossalmente irreale.
È un po' come visitare un palcoscenico senza attori e spettatori. L'impressione è stata che comunque, i comics, facciano ormai parte integrante del tessuto della ricca cittadina toscana.
Nella terra di Ilaria del Carretto ci sono stato per un workshop organizzato dallo Staff di Lucca Comics dove, ad un manipolo di promettenti disegnatori, viene offerto un laboratorio dedicato al fumetto, guidato da Lorenzo Bartoli e dal sottoscritto. L'iniziativa, giunta al secondo anno, meriterebbe molta più pubblicità rispetto a quella che riceve.
Quindici giorni comprensivi di vitto e alloggio di altissima qualità, in cui otto giovani autori realizzano tavole a fumetti e assorbono come spugne le indicazioni, i trucchi e i suggerimenti dei professionisti. Devo davvero ringraziare lo staff di Lucca Comics per la splendida accoglienza che ci hanno assegnato, in particolare Dario, Paola e Stefano che hanno vegliato su di noi come veri angeli custodi. Siete favolosi. Un abbraccio da Marisa e da me.
Un saluto ai ragazzi e le ragazze del corso, per la simpatia e la voglia di ascoltare e di imparare un mestiere che non è un lavoro ma una specie di vocazione. Grazie per le pallate di neve dell'ultima sera e per l'allucinante disegno che abbiamo fatto tutti insieme. Mi avete fatto ringiovanire di vent'anni.
Agli altri aspiranti disegnatori, suggerisco di appuntarsi questa iniziativa che, fondi permettendo, si ripeterà anche l'anno prossimo. Non capita spesso una occasione come questa.
La nevicata
Dopo il diluvio dei giorni della fiera, non poteva mancare che una nevicata record nei giorni del Woprkshop. Consiglio di non fare altre iniziative dedicate ai fumetti, se non vogliamo vedere Piazza Napoleone colpita da un inaspettato tsunami.
Se Marisa ci ha messo sei ore per arrivare a Firenze il venerdì 17 (e tralascio le battute sulla sfiga), io ce ne ho messe cinque il giorno dopo. E meno male che non avevo preso la macchina, sennò "The Secret" sarebbe uscito postumo..
Spero che tutti i ragazzi del corso siano rincasati senza troppi problemi. Aspetto vostre notizie!
La cosa sconvolgente è stata che non funzionavano i cellulari. Questo mi ha fatto pensare quanto siamo dipendenti dalla tecnologia e mi sono chiesto cosa succederà in occasione di una bella tempesta magnetica come quella capitata a fine '800.
Ci decidessimo a riscoprire la telepatia che è nascosta dentro di noi?
La curiosità
Dalle parti di Prato, è salita sul mio treno una famigliola formata da madre, figlia, figlio, fidanzata di quest'ultimo e cagnetto. Tutti tirati al lucido erano la quintessenza della superficialità della nostra specie. I discorsi, esposti in maniera impeccabile, denotavano una certa cultura ma messa al servizio del loro encefalogramma piatto. Io che sul treno cerco di leggere, parto prevenuto con chi chiacchiera a voce alta, ma l'allegra combriccola non smetteva di parlare di borse, vestiti, fidanzatini, trucco, vacanze costose, lavoro ecc.
Un vero esempio di schiavi del sistema.
Contenti perché inconsapevoli di esserlo.
Il culmine dell'assurdo è stato toccato quando qualcuno ha detto che il cagnetto era razzista perché abbaiava alle persone di colore. La spiegazione parascientifica del fatto è stata data da una delle ragazze che sosteneva che il quadrupede percepisse lo stato d'animo di chi gli stava vicino e che quindi abbaiasse a chi aveva cattive intenzioni. Avrei voluto spiegare come la faccenda fosse assurda visto che gli avrei prese a sonori scappellotti, mentre il cagnetto non dava segni di nervosismo.
Imploravo una slavina mentre sentivo che avrebbero voluto anche mettere una medaglietta del Duce al povero cagnetto.
Questa società è marcia dentro.
sabato 11 dicembre 2010
Presentazione di The Secret a Lucca Comics 2010
Presentazione tenutasia a Lucca Comics 2010, della serie a fumetti "The Secret" che sarà in edicola da marzo 2011 per le edizioni Star Comics.
"The Secret" è una fiction a fumetti che si basa su fatti reali, testimonianze e ricerche effettuate da importanti scienziati di confine.
Otto episodi a cadenza mensile che cercheranno di scoprire IL SEGRETO che si cela dietro l'esistenza stessa del genere umano.
Malcor, uno dei personaggi della serie, è costruito sulle teorie e sulla figura del discusso ricercatore italiano Corrado Malanga.
"The Secret" è una fiction a fumetti che si basa su fatti reali, testimonianze e ricerche effettuate da importanti scienziati di confine.
Otto episodi a cadenza mensile che cercheranno di scoprire IL SEGRETO che si cela dietro l'esistenza stessa del genere umano.
Malcor, uno dei personaggi della serie, è costruito sulle teorie e sulla figura del discusso ricercatore italiano Corrado Malanga.
venerdì 10 dicembre 2010
2012
Alle Invasioni Barbariche della brava Daria Bignardi (dalla "Gipiesca" sigla) si parlava del 2012. Quando si parla di quella fatidica data in televisione è un po' come quando si parla di fantasmi tra amici: qualcuno racconta storie, qualcuno si spaventa, qualcuno ride, altri escono a fumare.
Come la penso io sul 2012 è presto detto: se fosse per me dovrebbe arrivare un'onda talmente alta da spazzare via tutto il genere umano da questa terra, ma, purtroppo per i miei gusti plumbei autodistruttivi, non ci sarà nessuna fine del mondo. Il pollaio va tenuto in ordine, altrimenti addio uova. Non succederà un bel niente, neppure il salto quantico tanto auspicato, perché guardandomi intorno, di gente "evoluta" ne vedo sempre meno, rassegnati al nostro vivere di materia e per la materia.
Comunque, durante la trasmissione abbiamo assistito all'ennesima performance del figlio "illegittimo di Piero Angela" con Igor Sibaldi, studioso di teologia e di storia delle religioni che, tanto per gradire, ha pure tradotto Guerra e Pace di Tolstòj, mica il manuale delle Giovani Marmotte.
Ho letto tutti i libri di Igor e lo conosco personalmente e vederlo aggredito in quella maniera becera dal mangiatore di molluschi, mi ha dato veramente ai nervi.
Nella trasmissione, Cecco Pavone recita l'unico copione che gli ha permesso di sopravvivere mediaticamente negli ultimi anni. Aggredisce e sbeffeggia.
Igor Sibaldi non parla di "fine del mondo", tant'é che inizia dicendo che si tratta di una "favola", ma il buon Cecco non ascolta e alza la voce, fino a minacciare un task force di avvocati pronti a perseguire penalmente chi, come Roberto Giacobbo (e il presente Igor), abbia scritto libri sull'argomento 2012 e seminato così il panico nella popolazione.
Una popolazione che si è bevuta la minchiata di un milione di posti di lavoro e che quindi crede a tutto, compresi agli sciagurati che curano il cancro con gli ultrasuoni.
Caro Cecco, i libri andrebbero letti prima di parlare. Né Giacobbo né Sibaldi, nei loro volumi preannunciano la "fine del mondo". Giacobbo riporta antiche leggende e miti e poi si affretta a dire che, a suo parere, non accadrà nulla di catastrofico. Igor parla di "stagioni dell'organismo società", e mai annuncia un'apocalisse. Quella la vorrei io, ma oggi è una giornataccia.
Sono curioso di assistere alla formazione del "Comitato anti 2012" e vorrei sapere se Cecco chiederà anche i danni a chi provoca morti per AIDS vietando l'uso del profilattico.
Per disattivare il tango di sottofondo andate fino alla fine della pagina ;)
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lunedì 6 dicembre 2010
Niente benda. Preferisco guardare in faccia il plotone d'esecuzione...
Jacopo mi dice che sono permaloso.
Me lo dice anche Marisa.
Me lo dicono un po' tutti, effettivamente.
Sì, lo sono perché vorrei essere infallibile e invece dovrei accettarmi per ciò che sono.
Come saprete in edicola c'è il mio ultimo Diabolik, il titolo è “Fermate la ghigliottina” ed è anche una bella storia.
Appena uscito, gli occhi onniveggenti dei lettori più attenti, mi hanno segnalato una topica di tutto rispetto, quindi, siccome sarò pure permaloso ma mi prendo le mie responsabilità, ammetto pubblicamente l'errore, perché non ci si dovrebbe mai vergognare per gli sbagli fatti.
Nella vita come nei comics.
Un lettore della mailing-list diabolika scrive:
"Nella vignetta 32 in alto c'è un errore. Diabolik è con il coprivolto mentre alla precedente vignetta e (peggio) a quella dopo, privo di conoscenza, è senza il coprivolto, come è possibile che se la sia tolta mentre era ferito e privo di sensi in macchina?"
Ecco la sequenza incriminata.

La maschera va e viene dalla faccia del nostro eroe. Sarà un trucco diaboliko?
Jacopo Brandi e io chiediamo umilmente scusa per l'errore.
Capìta anche nelle migliori famiglie e nelle migliori produzioni (tipo l'orologio di Ben Hur).
Siamo imperdonabili, non ci crederete mai ma anche i fumettisti sono esseri umani e come tali: fallaci (leggesi: cazXXoni).
A fare fumetti non c'è una super produzione holliwodiana, ma poche persone che fanno del loro meglio. Pensate che c'è anche un sito che cataloga gli errori dei film, quindi se un fumettaro toppa non merita la croce né la flagellazione.
Magari lo sberleffo in pubblica piazza è una punizione accettabile.
A volte i fumettisti e i lettori, dimenticano l'ironia (e l'autoironia). Ce ne vorrebbe di più, perché stiamo parlando di fumetti, non della crisi di governo.
Gli errori, più o meno gravi, si possono fare. Ricordo che nel secondo numero de “L'Insonne”, nell'edizione del '95, Fabio lanciava in aria un coltello sottratto ad un criminale e ricadeva magicamente una pistola. Buffo.
Il lettore diaboliko continua così:
"E pure alla vignetta 35, Ginko mentre è al telefono si veste nel giro di pochi secondi... era più logico farglielo dire in pigiama "arrivo tra pochi minuti"..."
Bah, amico mio, qui non sono molto d'accordo. Ginco si potrebbe essere vestito nella vignetta intermedia. Questa, oltretutto, è una vignetta simbolica: bisognava far vedere come Ginko fosse pronto all'azione, lasciarlo in pigiama ce lo “afflosciava un po'”.
"Vabbè, sono sottigliezze.. però hanno il loro peso in un fumetto bello e arzigogolato come Diabolik. Più attenzione le prossime volte..."
Sarà fatto.
A volte capìta di essere disattenti, sai la vita ti travolge ti sommerge e ti toglie il sonno. Una maschera di Diabolik visto di spalle ci può scappare.
Vi saluto col capo coperto di cenere e vado a preparare la lama per il harakiri.
Giuseppe
PS
Per la cronaca, ho già segnalato la faccenda al sito nuvoleanomale
Me lo dice anche Marisa.
Me lo dicono un po' tutti, effettivamente.
Sì, lo sono perché vorrei essere infallibile e invece dovrei accettarmi per ciò che sono.
Come saprete in edicola c'è il mio ultimo Diabolik, il titolo è “Fermate la ghigliottina” ed è anche una bella storia.
Appena uscito, gli occhi onniveggenti dei lettori più attenti, mi hanno segnalato una topica di tutto rispetto, quindi, siccome sarò pure permaloso ma mi prendo le mie responsabilità, ammetto pubblicamente l'errore, perché non ci si dovrebbe mai vergognare per gli sbagli fatti.
Nella vita come nei comics.
Un lettore della mailing-list diabolika scrive:
"Nella vignetta 32 in alto c'è un errore. Diabolik è con il coprivolto mentre alla precedente vignetta e (peggio) a quella dopo, privo di conoscenza, è senza il coprivolto, come è possibile che se la sia tolta mentre era ferito e privo di sensi in macchina?"
Ecco la sequenza incriminata.

La maschera va e viene dalla faccia del nostro eroe. Sarà un trucco diaboliko?
Jacopo Brandi e io chiediamo umilmente scusa per l'errore.
Capìta anche nelle migliori famiglie e nelle migliori produzioni (tipo l'orologio di Ben Hur).
Siamo imperdonabili, non ci crederete mai ma anche i fumettisti sono esseri umani e come tali: fallaci (leggesi: cazXXoni).
A fare fumetti non c'è una super produzione holliwodiana, ma poche persone che fanno del loro meglio. Pensate che c'è anche un sito che cataloga gli errori dei film, quindi se un fumettaro toppa non merita la croce né la flagellazione.
Magari lo sberleffo in pubblica piazza è una punizione accettabile.
A volte i fumettisti e i lettori, dimenticano l'ironia (e l'autoironia). Ce ne vorrebbe di più, perché stiamo parlando di fumetti, non della crisi di governo.
Gli errori, più o meno gravi, si possono fare. Ricordo che nel secondo numero de “L'Insonne”, nell'edizione del '95, Fabio lanciava in aria un coltello sottratto ad un criminale e ricadeva magicamente una pistola. Buffo.
Il lettore diaboliko continua così:
"E pure alla vignetta 35, Ginko mentre è al telefono si veste nel giro di pochi secondi... era più logico farglielo dire in pigiama "arrivo tra pochi minuti"..."
Bah, amico mio, qui non sono molto d'accordo. Ginco si potrebbe essere vestito nella vignetta intermedia. Questa, oltretutto, è una vignetta simbolica: bisognava far vedere come Ginko fosse pronto all'azione, lasciarlo in pigiama ce lo “afflosciava un po'”.
"Vabbè, sono sottigliezze.. però hanno il loro peso in un fumetto bello e arzigogolato come Diabolik. Più attenzione le prossime volte..."
Sarà fatto.
A volte capìta di essere disattenti, sai la vita ti travolge ti sommerge e ti toglie il sonno. Una maschera di Diabolik visto di spalle ci può scappare.
Vi saluto col capo coperto di cenere e vado a preparare la lama per il harakiri.
Giuseppe
PS
Per la cronaca, ho già segnalato la faccenda al sito nuvoleanomale
mercoledì 1 dicembre 2010
Storie di fumetti e di vita vissuta

"Un terribile incidente ed Eva Kant finisce in coma, all’ospedale, mentre Diabolik viene catturato, imprigionato e subito trascinato davanti alla ghigliottina. Qualcuno riuscirà a fermare la sua lama affilata prima che scenda inesorabile sul collo del Re del Terrore?"
E' in edicola il mio nuovo Diabolik.
Alle chine, come al solito, Maestro Jacopo Brandi.
Proprio stasera riguardavamo le nostre vecchie tavole fatte insieme. Alcune avevano dodici anni e ci sembrano ancora bellissime.
Forse più stasera che allora.
Dodici anni fa producevamo molto più di oggi e forse con maggiori motivazioni, ma nessun Editore sembrava volerci. Tutti dicevano che le tavole erano belle, ineccepibili, morbide, chiare, ma... ma... ma...
"Ma non prendiamo più nessuno", poi assumevano un disegnatore vicino di casa dello sceneggiatore.
"Se la serie diventa mensile vi prendiamo", poi la serie non diventava mensile ma assumevano comunque uno, due, tre nuovi disegnatori.
"Ma non c'è più posto", poi il posto si trovava sempre. Per gli altri, però.
All'epoca scrissi anche una lettera ad un importante Editore, uno che mi aveva anche già pubblicato. Gli dissi che eravamo davvero spinti dal sacro fuoco, che avremmo fatto di tutto per disegnare fumetti, che saremmo stati onorati di entrare nella "grande famiglia". Lui mi rispose inferocito che la sua non era una famiglia, ma una azienda in perdita e che i fumetti non vendevano più e bla bla bla.
Picche, insomma.
Quelli della redazione, giuro, mi fermarono nei mesi successivi per chiedermi scusa da parte dell'Editore.
"Lui è così", dicevano.
Mi piacerebbe davvero ritrovare quella lettera per pubblicarla, perché gli schiaffi fanno crescere, ma non bisogna mai dimenticarli.
Poi c'era quell'altro. Il piccolo Boss del fumetto italiano. Mi piaceva come scriveva, ma ho sempre pensato che fosse bipolare. Un giorno ti copriva di complimenti, il giorno dopo ti massacrava. Chiamava i disegnatori il sabato sera e se non erano a disegnare li cazziava e minacciava il licenziamento. Ha distrutto un mio caro amico, reo di troppa leggerezza, ma che ha pagato per colpe non sue.
"Ti rovineremo" diceva il Boss.
"I nostri avvocati mangeranno la casa dei tuoi genitori".
Io, che ho provato a rispondergli per le rime, sono stato boicottato negli anni e nel 2005 mi ha anche accusato pubblicamente di volergli fregare i disegnatori, solo perché avevo chiesto ad un amico se fosse interessato a disegnare un episodio dell'Insonne.
La differenza tra il Boss e me, è che io non ho mai considerato i disegnatori come sottoposti. Per me sono amici e collaboratori che danno, con me, corpo ad un sogno. Poi mi ci incazzo pure, ma il rispetto arriva sempre prima di tutto.
Il tempo è galantuomo, Boss.
Tu scrivevi molto meglio di me, ma ti sei fatto un pessimo Karma.
Poi, quando stavo per farla finita con i fumetti, quando mi ero rassegnato ad una stimata (e più remunerativa) vita da pubblicitario, è arrivato Diabolik, prima per me, poi, quattro anni dopo, per Jacopo.
Non finirò mai di ringraziare Giorgio Montorio e Mario Gomboli.
Magari neppure lo sanno che mi hanno salvato la vita.
Per questo vi invito a comprare il nuovo albo di Diabolik in questi giorni in edicola.
Perché se ci credi davvero i sogni si realizzano.
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