Un po' di illustrazioni fatte recentemente.
Attenzione, diritti riservati DIABOLIK © ASTORINA Srl
Fatemi il favore di non scaricare i disegi per poi farci oggettistica da rivendere in giro.
Si passano dei guai. Poi non dite che non lo sapevate.
Firma per riportare L'Insonne in edicola! Bastano pochi click!
martedì 16 settembre 2014
Una illustrazione tira l'altra...
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lunedì 15 settembre 2014
Tavole originali: non ce ne saranno altre
Sulla mia pagina eBay ho aggiunto altre tavole tratte dall'albo fuori serie di Diabolik Colpo a Rimini e da Evalkiria pubblicata sui Miti Mondadori. Quelle che Jacopo Brandi ed io stiamo vendendo sono le uniche tavole di Diabolik di cui siamo in possesso e quindi non ce ne saranno di ulteriori a disposizione.
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venerdì 12 settembre 2014
Magnus Day
Ricevo e diffondo.
Nella giornata di domenica 12 ottobre 2014 si terrà a Castel del Rio (BO) l’annuale incontro "Magnus Day".
Oltre all'inaugurazione della mostra "Il Tex di Tisselli" con l'esposizione degli studi preparativi e di alcune tavole originali, l'evento prevede la tradizionale mostra mercato del fumetto, l'incontro con gli autori e la presentazione del portfolio "Tex a Castel del Rio" con opere di Andrea Venturi, Sergio Tisselli, Stefano Biglia e Giuliano Piccininno.
In più, esposizione delle sceneggiature di: MARCELLO BONDI disegnate da: CHIARA CARNOVALE (L'Uomo Senza Nome) DARIO BRUGNONE (Sconosciuti) FRANCESCO VANDELLI (La Nave) MARTINA MARZULLO (Odissea Nel Deserto) SANDRO DE VIVO (Dakus) SIGMUND DOLLINAR (Elstle) Alcuni autori saranno presenti e realizzeranno disegni durante l'evento!
Orario: dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Oltre all'inaugurazione della mostra "Il Tex di Tisselli" con l'esposizione degli studi preparativi e di alcune tavole originali, l'evento prevede la tradizionale mostra mercato del fumetto, l'incontro con gli autori e la presentazione del portfolio "Tex a Castel del Rio" con opere di Andrea Venturi, Sergio Tisselli, Stefano Biglia e Giuliano Piccininno.
In più, esposizione delle sceneggiature di: MARCELLO BONDI disegnate da: CHIARA CARNOVALE (L'Uomo Senza Nome) DARIO BRUGNONE (Sconosciuti) FRANCESCO VANDELLI (La Nave) MARTINA MARZULLO (Odissea Nel Deserto) SANDRO DE VIVO (Dakus) SIGMUND DOLLINAR (Elstle) Alcuni autori saranno presenti e realizzeranno disegni durante l'evento!
Orario: dalle ore 10.00 alle ore 19.00
maggiori info: http://marcellobondi.jimdo.com/news/
venerdì 5 settembre 2014
Se lo trovi on-line non vuol dire che sia tuo
Ci risiamo.
Mi hanno taroccato di nuovo (era già successo).
Hanno usato un mio disegno per vendere adesivi da muro di Diabolik.
Ovviamente non è un prodotto autorizzato, quindi, come si diceva negli anni '80, "Diffidate dalle imitazioni".
Amici dal copia-incolla facile, ma è possibile che non capiate che se trovate un disegno in rete non vuol dire che lo possiate usare per farci un vostro prodotto da vendere? Cosa siete? Ignoranti o truffaldini? Avete mai sentito parlare di "diritto d'autore".
Cialtroni.
Mi hanno taroccato di nuovo (era già successo).
Hanno usato un mio disegno per vendere adesivi da muro di Diabolik.
Ovviamente non è un prodotto autorizzato, quindi, come si diceva negli anni '80, "Diffidate dalle imitazioni".
Amici dal copia-incolla facile, ma è possibile che non capiate che se trovate un disegno in rete non vuol dire che lo possiate usare per farci un vostro prodotto da vendere? Cosa siete? Ignoranti o truffaldini? Avete mai sentito parlare di "diritto d'autore".
Cialtroni.
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mercoledì 3 settembre 2014
Aneddoti di vita di un fumettista buoni anche come guida di sopravvivenza
Se non siete tra i miei contatti di Facebook probabilmente non sapete che, più di una volta, alcuni utenti illuminati hanno biasimato il fatto che mettessi in vendita delle mie illustrazioni.
Se siete habitué del mondo dei fumetti sapete bene che si tratta di una prassi molto comune: disegnatori famosi e giovani autori fanno disegni su commissione, vendono gli originali e per far questo affittano spazi alle fiere o usano eBay. Niente di nuovo, quindi, anzi, io ho intrapreso questa strada molto tardi rispetto ai colleghi.Perché lo faccio?
Lo spiego QUI, ma ve lo riassumo in due parole: mi ero stufato di vedere gli sketch che regalavo alle fiere rivenduti a decine di euro in rete. “Gli rovino il mercato”, mi sono detto, “vendo in prima persona e a prezzi di partenza molto bassi, in modo che tutti possano permetterti un mio disegno o una mia tavola”.
Qualcuno ha protestato. Su Facebook protestano tutti, anche se non hanno capito una cippa, loro protestano. Qualcuno ha detto che mi svendevo, altri che ero caro. Un tizio, meraviglioso, mi ha scritto che non apprezzava di vedere i link di eBay sulla mia pagina di Facebook, perché mi aveva chiesto l'amicizia “per avere gustosi dietro le quinte e anticipazioni”. Insomma, lui voleva tutto a scrocco e io non potevo neppure postare le mie aste sulla mia pagina privata. Non fa una piega.
Oggi, comunque, sono in vena di confessioni e vorrei svelarvi che c'è un altro motivo per il quale ho iniziato a vendere i disegni, una cosa che per anni mi ero rifiutato di fare.
Occhio, è una storia strappa lacrime per cui vi consiglio di prendere i kleenex.
Era il 2006, stavo lavorando per una casa editrice francese e contemporaneamente scrivevo le storie de L'Insonne. Purtroppo, nello stesso momento i due editori smisero di pagarmi. Io consegnavo il lavoro ma c'erano mille ragioni per rinviare il pagamento. Come molti avevo un mutuo sulle spalle, stavo andando in rosso in banca, ma non avevo la minima intenzione di chiedere soldi ai miei genitori. Non l'avevo fatto a vent'anni e non volevo farlo a trentacinque. Quindi chiamai un amico che vendeva su eBay, impacchettai i giocattoli della mia infanzia e li affidai a lui. Avete presente i Micronauti e svariati robottoni dell'epoca? Tutti conservati gelosamente per anni, volarono ma mi permisero di pagarmi la spesa. Di mangiare. Non ditemi mai: "non hai provato la fame", perché l'ho provata. Feci tutto senza dire nulla alle persone che mi stavano intorno. Per vergogna, certo. L'anno scorso ho raccontato questa storia ai miei genitori e per la prima volta li ho visti quasi piangere. Ecco, mi sentivo di avere un debito col mondo, per questo, gli spicci che guadagno dalle vendite dei miei disegni li investo per sedare il bambino che urla dentro di me. E sapete quanto urlano i bambini quando gli si tolgono i giocattoli, vero?
Non sono bellissimi?
Sì, mi sono comprato la serie vintage di Star Wars, e c'è a chi non è piaciuto neppure questo. Si è preso la briga di monitorare i miei acquisti e polemizzare su come buttassi i miei soldi. Questa è l'epoca della condivisione, ma un comportamento di questo tipo è più simile all'ossessione.
Vi affido questo mio segreto, e so che ne farete un cattivo uso. La gente è perfida, ma non mi fa paura nulla. Il callo è bello spesso.
Veniamo a questioni più concrete e ad un aneddoto divertente. La prima notizia è che potete trovare sulla mia pagina eBay, per la prima e ultima volta, delle tavole originali di Diabolik. Sono tavole tratte dall'episodio fuori serie Colpo a Rimini del 2002 e Evalkiria una storia breve pubblicata su Walhallah e su I Miti Mondadori - Diabolik - Inafferrabili del 2010.
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La seconda notizia riguarda sempre Diabolik e eBay. Curiosando in rete ho trovato questo...
C'è un disegnatore croato che ha copiato un paio dei miei disegni e li vende. No, non sto bullandomi verso un ragazzino che mi copia. Tranquilli, sono una brutta persona, ma non fino a questo punto. Questa cosa mi diverte molto e gratifica il mio ego, quindi non lo cito per polemica ma solo per vantarmi un po', in fondo sono stato più fortunato di altri, a me non hanno detto: "guarda, incapace, si fa così!".
Segnalo anche che la base d'asta delle sue copie è praticamente la stessa degli originali copiati, questo dovrebbe valere come risposta a chi mi accusa di fare prezzi troppo alti (LOL) e che ho inflazionato il mercato.
Se ci sono gli imitatori vuol dire che c'è ancora spazio... come dentro certe testoline vuote. Get a life!
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lunedì 18 agosto 2014
mercoledì 13 agosto 2014
Dietro le quinte de "Il regalo", il Diabolik di Agosto
Su gentile richiesta di Marco, qualche dietro le quinte dell'albo diaboliko "Il regalo" in edicola in questo agosto.
Post pubblicato in origine sulla pagina Facebook ufficiale di Diabolik.
ATTENZIONE SPOILER!
“IL REGALO” dietro le quinte di Andrea Pasini.
Data la natura dell’articolo, è necessario che la storia l’abbiate letta prima, perché non solo certe informazioni si apprezzano solo conoscendo la trama in questione ma, soprattutto, la lettura di questo testo potrà rovinarvi i colpi di scena presenti nella storia.
Quindi se ancora non avete letto l'albo, ma avete intenzione di farlo, NON PROSEGUITE OLTRE LA LETTURA.
TITOLO DI LAVORAZIONE – La sceneggiatura si è sempre intitolata “Margherita”, il titolo definitivo “Il regalo” l'ha proposto il direttore e, per quanto un po' insolito per Diabolik, io l'ho apprezzato particolarmente. Il soggetto aveva invece un titolo del tutto diverso di cui dirò dopo.
ADELE, DOLORES E MARGHERITA – Il punto di partenza è stato un soggetto che Barbara Baraldi ci ha proposto nel gennaio del 2013. Eravamo in contatto via mail da qualche tempo e le avevo espresso il desiderio, da parte della redazione, di mettere in cantiere una storia dal taglio romantico (componente da sempre presente nella serie ma che mancava nei soggetti in quel momento in lavorazione). Barbara si mise all'opera e ci propose una bella storia, così bella che – in parte – la dovemmo rifiutare!
Si trattava infatti di una storia in cui Diabolik si imbatteva in Adele, una ladra improvvisata che mandava all'aria un suo colpo e che voleva rubare lo stesso anello su cui aveva messo gli occhi Diabolik. Era un anello di fidanzamento in origine destinato a lei che il cattivo di turno aveva rubato dopo avere ucciso l'uomo che lei amava (e fin qui tutto bene) ma Adele doveva anche essere un'amica carissima di Eva ai tempi della sua giovinezza. Eva si sarebbe presa a cuore la sua storia e l'avrebbe vendicata. Un tema forte, che ci piaceva molto, al punto da avergli già dedicato una storia.
Barbara non poteva saperlo ma da lì a un paio di mesi avremmo infatti pubblicato “I segreti di Morben” avventura in cui Eva vendica la sorte di Dolores, una sua amica carissima di gioventù. Quella parte del soggetto l'abbiamo dovuta eliminare. Più avanti nella lavorazione Gomboli ha avuto l'idea di cambiare forma all'anello e nome alla protagonista e così Adele è diventata Margherita.
BARALDI, PASINI E GOMBOLI – Sì perché, anche se il soggetto è ufficialmente firmato da Barbara e da me, un contributo importante alla storia è stato dato anche da Mario Gomboli (come sempre del resto, che lo vediate o meno nominato nei “credits” a fine albo). Il metodo di lavoro è stato questo: io e il direttore abbiamo preso il soggetto di Barbarba e lo abbiamo sviluppato un po', poi lo abbiamo mandato a lei perché potesse aggiungere idee e considerazioni, poi è tornato a noi e quindi di nuovo a lei. Un ping pong creativo via mail che è continuato fino alla stesura definitiva.
VASCELLI E MARGHERITE – Il titolo di lavorazione del soggetto era “L'enigma del vascello” perché nella sua stesura iniziale l'anello aveva una particolare foggia a forma di nave. Come già detto è stata del direttore l'idea di modificare forma del gioiello e nome della protagonista: “Margherita” lei e a forma di margherita la disposizione delle pietre.
Ah, i petali sono nove, rigorosamente dispari, in modo che un ideale “m'ama, non m'ama” fatto con quel fiore avrebbe ribadito l'amore di Alain per Margherita.
MASSAGGIATRICI E DEEJAY – Non sempre i disegnatori rispettano alla lettera la sceneggiatura (e, qualche volta, può capitare che la cosa irriti noi sceneggiatori). In questo caso, però, devo ringraziare Giuseppe Di Bernardo per non aver dato retta a una mia indicazione. Nella scena che parte da tavola 66 (pag. 68) Eva prende il posto di una massaggiatrice che deve trattare uno degli scagnozzi del boss Angelo Packard e io temevo che, se questa fosse stata avvenente, la scena sarebbe potuta sembrare sessualmente ambigua (mentre invece Eva prende il posto di una preparata fisioterapista e non di una professionista dedita ad altro tipo di “massaggi”). Avevo quindi dato indicazione che la maschera della massaggiatrice ritraesse una donna: «di circa trent'anni con i capelli lisci castani raccolti in una coda, occhi castani, occhiali e un viso non particolarmente brutto ma del tutto insignificante». Giuseppe si è sicuramente reso conto che la sua messa in scena della situazione non si prestava ad alcun fraintendimento e così ha dato alla maschera di Eva dei tratti tutt'altro che insignificanti! Quella donna infatti assomiglia molto a Desdemona Metus, la bella disc jockey protagonista della serie a fumetti “L'insonne” (creata dallo stesso Di Bernardo assieme a Andrea J. Polidori). Un cammeo che ho davvero gradito.
OMICIDI E CONTRAPPASSI – Quando era necessario Giuseppe è stato invece ligio al dovere, rendendo perfettamente quanto scritto in sceneggiatura. Per esempio, volevamo che ci fosse un puntuale gioco di rimandi tra la morte di Alain e la morte, a fine storia, del mandante del suo omicidio: Guglielmo Williams e il confronto delle prime vignette delle tavole 51 e 120 (pagg. 53 e 122) penso che esprima bene il concetto.
Così come mi piaceva l'idea che ci fosse un parallelo tra il discorso che Williams fa a Packard per convincerlo a non togliere i diamanti dalla propria custodia e la ragione per cui, alla fine, Packard uccide Williams nonostante il fatto che il secondo potrebbe risarcire il primo del danno subito: per entrambi: «se si spargesse la voce, nell'organizzazione nessuno avrebbe più rispetto per me».
Però Giuseppe Di Bernardo e Jacopo Brandi non sono gli unici ad aver prodotto dei gran bei disegni per questa storia. A illustrare questo mio dietro le quinte, mi pregio di mostrarvi i prestigiosi schizzi realizzati da me medesimo per chiarire alcuni passi della nostra sceneggiatura.
Una intervista a Barbara Baraldi, soggettista dell'episodio, la potete leggere QUI.
Di seguito un po' di mie matite e qualche stralcio di sceneggiatura tratta dall'albo.
Post pubblicato in origine sulla pagina Facebook ufficiale di Diabolik.
ATTENZIONE SPOILER!
“IL REGALO” dietro le quinte di Andrea Pasini.
Data la natura dell’articolo, è necessario che la storia l’abbiate letta prima, perché non solo certe informazioni si apprezzano solo conoscendo la trama in questione ma, soprattutto, la lettura di questo testo potrà rovinarvi i colpi di scena presenti nella storia.
Quindi se ancora non avete letto l'albo, ma avete intenzione di farlo, NON PROSEGUITE OLTRE LA LETTURA.
TITOLO DI LAVORAZIONE – La sceneggiatura si è sempre intitolata “Margherita”, il titolo definitivo “Il regalo” l'ha proposto il direttore e, per quanto un po' insolito per Diabolik, io l'ho apprezzato particolarmente. Il soggetto aveva invece un titolo del tutto diverso di cui dirò dopo.
ADELE, DOLORES E MARGHERITA – Il punto di partenza è stato un soggetto che Barbara Baraldi ci ha proposto nel gennaio del 2013. Eravamo in contatto via mail da qualche tempo e le avevo espresso il desiderio, da parte della redazione, di mettere in cantiere una storia dal taglio romantico (componente da sempre presente nella serie ma che mancava nei soggetti in quel momento in lavorazione). Barbara si mise all'opera e ci propose una bella storia, così bella che – in parte – la dovemmo rifiutare!
Si trattava infatti di una storia in cui Diabolik si imbatteva in Adele, una ladra improvvisata che mandava all'aria un suo colpo e che voleva rubare lo stesso anello su cui aveva messo gli occhi Diabolik. Era un anello di fidanzamento in origine destinato a lei che il cattivo di turno aveva rubato dopo avere ucciso l'uomo che lei amava (e fin qui tutto bene) ma Adele doveva anche essere un'amica carissima di Eva ai tempi della sua giovinezza. Eva si sarebbe presa a cuore la sua storia e l'avrebbe vendicata. Un tema forte, che ci piaceva molto, al punto da avergli già dedicato una storia.
Barbara non poteva saperlo ma da lì a un paio di mesi avremmo infatti pubblicato “I segreti di Morben” avventura in cui Eva vendica la sorte di Dolores, una sua amica carissima di gioventù. Quella parte del soggetto l'abbiamo dovuta eliminare. Più avanti nella lavorazione Gomboli ha avuto l'idea di cambiare forma all'anello e nome alla protagonista e così Adele è diventata Margherita.
BARALDI, PASINI E GOMBOLI – Sì perché, anche se il soggetto è ufficialmente firmato da Barbara e da me, un contributo importante alla storia è stato dato anche da Mario Gomboli (come sempre del resto, che lo vediate o meno nominato nei “credits” a fine albo). Il metodo di lavoro è stato questo: io e il direttore abbiamo preso il soggetto di Barbarba e lo abbiamo sviluppato un po', poi lo abbiamo mandato a lei perché potesse aggiungere idee e considerazioni, poi è tornato a noi e quindi di nuovo a lei. Un ping pong creativo via mail che è continuato fino alla stesura definitiva.
VASCELLI E MARGHERITE – Il titolo di lavorazione del soggetto era “L'enigma del vascello” perché nella sua stesura iniziale l'anello aveva una particolare foggia a forma di nave. Come già detto è stata del direttore l'idea di modificare forma del gioiello e nome della protagonista: “Margherita” lei e a forma di margherita la disposizione delle pietre.
Ah, i petali sono nove, rigorosamente dispari, in modo che un ideale “m'ama, non m'ama” fatto con quel fiore avrebbe ribadito l'amore di Alain per Margherita.
MASSAGGIATRICI E DEEJAY – Non sempre i disegnatori rispettano alla lettera la sceneggiatura (e, qualche volta, può capitare che la cosa irriti noi sceneggiatori). In questo caso, però, devo ringraziare Giuseppe Di Bernardo per non aver dato retta a una mia indicazione. Nella scena che parte da tavola 66 (pag. 68) Eva prende il posto di una massaggiatrice che deve trattare uno degli scagnozzi del boss Angelo Packard e io temevo che, se questa fosse stata avvenente, la scena sarebbe potuta sembrare sessualmente ambigua (mentre invece Eva prende il posto di una preparata fisioterapista e non di una professionista dedita ad altro tipo di “massaggi”). Avevo quindi dato indicazione che la maschera della massaggiatrice ritraesse una donna: «di circa trent'anni con i capelli lisci castani raccolti in una coda, occhi castani, occhiali e un viso non particolarmente brutto ma del tutto insignificante». Giuseppe si è sicuramente reso conto che la sua messa in scena della situazione non si prestava ad alcun fraintendimento e così ha dato alla maschera di Eva dei tratti tutt'altro che insignificanti! Quella donna infatti assomiglia molto a Desdemona Metus, la bella disc jockey protagonista della serie a fumetti “L'insonne” (creata dallo stesso Di Bernardo assieme a Andrea J. Polidori). Un cammeo che ho davvero gradito.
OMICIDI E CONTRAPPASSI – Quando era necessario Giuseppe è stato invece ligio al dovere, rendendo perfettamente quanto scritto in sceneggiatura. Per esempio, volevamo che ci fosse un puntuale gioco di rimandi tra la morte di Alain e la morte, a fine storia, del mandante del suo omicidio: Guglielmo Williams e il confronto delle prime vignette delle tavole 51 e 120 (pagg. 53 e 122) penso che esprima bene il concetto.
Così come mi piaceva l'idea che ci fosse un parallelo tra il discorso che Williams fa a Packard per convincerlo a non togliere i diamanti dalla propria custodia e la ragione per cui, alla fine, Packard uccide Williams nonostante il fatto che il secondo potrebbe risarcire il primo del danno subito: per entrambi: «se si spargesse la voce, nell'organizzazione nessuno avrebbe più rispetto per me».
Però Giuseppe Di Bernardo e Jacopo Brandi non sono gli unici ad aver prodotto dei gran bei disegni per questa storia. A illustrare questo mio dietro le quinte, mi pregio di mostrarvi i prestigiosi schizzi realizzati da me medesimo per chiarire alcuni passi della nostra sceneggiatura.
Una intervista a Barbara Baraldi, soggettista dell'episodio, la potete leggere QUI.
Di seguito un po' di mie matite e qualche stralcio di sceneggiatura tratta dall'albo.
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