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venerdì 3 febbraio 2012

Il fumettista e "il posto fesso".

Nel 1994, quando ho iniziato a pubblicare fumetti, ero un lavoratore molto atipico. Disegnavo le mie tavole per sessantacinquemila lire l'una, ed ero convinto che presto le cose sarebbero cambiate. Anche i fumettisti avrebbero goduto delle tutele degli altri lavoratori: contratto, pensione, malattia e un meritato posto fisso. All'epoca nessun autore aveva la partita iva, ma faceva solo ritenute d'acconto e l'assunzione a tempo indeterminato sembrava inconciliabile con l'idea stessa di fumettista. L'unica speranza si concretizzava nella possibilità di lavorare per la gloriosa casa editrice di via Buonarroti, dove si favoleggiava che chi aveva la fortuna di entrarci poi non ne usciva più. Una specie di impiego statale dei comics.
A vent'anni ne ero certo: presto il fumettista sarebbe stato trattato come tutti gli altri lavoratori. E invece no. La realtà, dicono quelli privi di fantasia, supera sempre l'immaginazione. Non è andata proprio così.
Sono arrivati i "Co.coco", che tipo Pokemon si sono evoluti in "Co.co.pro", stage non retribuiti, precariato, l'euro, la crisi, la crisi sempre più nera ignorata da un buffone e da una manica di lacchè e oggi un tecnico al governo. Un tecnico, un massonico professore che ci dice quanto sia noioso il posto fisso.
Insomma, non è il fumettista che ha migliorato la sua qualità del lavoro, ma il resto dei lavoratori che si è adeguato alla precarietà del mondo del fumetto.
Insomma, non serviva mettere un tecnico al governo... bastava un editore di fumetti.

( Continua...) 


17 commenti:

  1. Il titolo non è un errore di battitura.

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  2. E sia chiaro che non avremo mai neppure LA PENSIONE (questo per tutti i futuri e passati collaboratori che hanno la crisi PENSIONISTICA a tavola 40...).

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  3. E di refusi, invece, ce n'erano a bizzeffe. Perdonatemi, ma li vedo sempre dopo la pubblicazione.

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  4. in realtà le parole di monti era diverso. solo che naturalmente i titolisti della stampa hanno fatto il loro mestiere.

    ”I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. E’ più bello cambiare e accettare nuove sfide purché siano in condizioni accettabili. E questo vuol dire che bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci”

    quello che non capisco è come diversi fumettisti o gente del settore, che del posto fisso non hanno mai sentito la necessità (per lo meno, io non ho cercato di intraprendere questa carriera per avere un posto fisso. lo sapevo a 17 anni, lo so anche oggi e mi rendo conto che è proprio un settore dove il posto fisso non ha ragione di esistere, tranne per le segretarie) , levino gli scudi.

    a questo uniamo l'espressa volontà di questo "governo" di eliminare le 47 (quarantasette!!!) tipologie di contratti tra cococo, cocopro, cip e ciop, esistenti in questo paese del cazzo ed adeguarli ad un contratto nazionale (e questo sarebbe già, nel nostro caso un passo in avanti non da niente), e la costituzione delle ssrl, che io non approvo (come le srl) perchè è facile vedere come questo diventerà uno strumento dei soliti furbetti che amano aprire società e chiuderle. ora, magari superficialmente, e almeno per la faccenda lavoro, per me il massone ben venga.

    i problemi sono i soliti. come fare, come si fa in altri paesi, perchè chi non ha un posto fisso, possa avere la possibilità non dico di costruirsi un futuro, ma almeno di respirare? e ho paura che questa sarà una cosa che qui non si risolverà mai, semplicemente perchè non c'è interesse perchè ciò avvenga, e perchè ovviamente, produttori, editori e quanto altro, hanno tutto l'interesse a mantenere le cose come stanno.

    detto per inciso, se becco chi si annoia della routine e della monotonia del proprio posto fisso (praticamente quasi tutti quelli che conosco che lo hanno), lo inchiodo al muro.

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  5. Pensione? E' un oggetto mistico? :)

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  6. ...è che a me 'ata storia del posto fisso e del concordia, mi sono venute a noia :P

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  7. Pierpaolo, satira... stavo facendo satira, non analisi politica.
    Non ne ho i mezzi.
    Neppure ho i mezzi per fare satira, ma sai com'è... "mi annoiavo".

    Io il posto fisso non lo voglio, faccio anche a meno dell'assunzione e del contratto.

    Quello che è certo, ed è il punto chiave del post, è che mi aspettavo che la qualità del lavoro dei fumettista si adeguasse al mondo reale, ma ho visto attuarsi il contrario.

    Se potete provatemi il contrario.

    Delle promesse dei politici ne ho piene le basse sfere.
    Proclami positivi a parole e macelleria sociale nei fatti.

    Per adesso, l'unico fatto concreto che ho visto è stato aumentare le tasse.

    E io non mi fido (specialmente di chi indossa un grembiulino con il logo di Gmail. Chi vuol capire...)

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    1. Hai pienamente ragione. E' il resto del mondo del lavoro che si è avvicinato al tuo settore... come dire: c'è da esserne orgoglioni!(nemmeno questo è un refuso, sigh)

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  8. ;) ma guarda, che siamo d'accordo. anche se contratti decenti e migliori condizioni (non solo nel nostro campo) sarebbero i benvenuti.

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  9. Giuseppe,secondo te la carriera del fumettista è molto ricercata nel mercato di adesso o no?Lo chiedo perché sei un professionista del settore,quindi sai meglio di me.

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  10. Giuseppe volevo sapere se secondo te la carriera del fumettista è molto ricercata nel mercato di adesso.Lo chiedo perché sei un professionista in questo settore,mentre io speravo (dico speravo) di frequentare l'Accademia per ottenere il titolo di fumettista.

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  11. Giuseppe,secondo te la carriera del fumettista è molto ricercata nel mercato di adesso o no?Lo chiedo perché sei un professionista del settore,quindi sai meglio di me.

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  12. Giuseppe,secondo te la carriera del fumettista è molto ricercata nel mercato di adesso o no?Lo chiedo perché sei un professionista del settore,quindi sai meglio di me.

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  13. Con tutti i debiti che abbiamo siamo ricercati solo dalla polizia.

    Il fumettista è una vocazione.
    Se ti fai questa domanda è meglio se cerchi altro.

    In tutta sincerità:
    A-Devi essere fottutamente talentuoso.
    B-Devi farti un CULO così.
    C-Non guadagnerai un cazzo.
    E-Ti farai il fegato marcio per tutte le invidie del fumettomondo.

    Ma se senti davvero il bisogno incontenibile di raccontare storie, beh, benvenuto. Ma sappi che sarà davvero difficile.

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