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venerdì 7 dicembre 2012

Complotto e fumetto?

Io sono un complottista.
Non sono un rincoglionito che abbocca ad ogni fesseria che circola in rete, ma credo che la realtà sia un po' diversa da come se la immagina chi pensa solo alla partita o da chi passa il tempo a rimirarsi l'ombelico.
Io sono un complottista ma sono anche molto scettico.
Il dubbio viene prima di tutto.
Non so se il signoraggio sia un sistema per schiavizzare l'uomo, non so se le scie chimiche esistono davvero, se c'entrano qualcosa con Haarp, se avvengono davvero le interferenze aliene, se il Bilderberg sia un covo di Illuminati, etc etc etc.
Credo che la nostra libertà sia solo apparente e non mi stupirei affatto se tutte le cose che ho elencato fossero vere. Interessandomi all'argomento, anche prima di scrivere The Secret, mi è venuto il sospetto che la tana del Bianconiglio sia molto, molto profonda.
Ma no, non ho scritto questo post per parlare delle varie teorie del complotto, l'ho scritto come risposta a chi, specialmente colleghi fumettari, passa i pomeriggi facebocchiani a sfottere chi si interessa all'argomento. Per carità, la satira spesso è d'obbligo, ma mi chiedo in quanti di voi si siano presi davvero la briga di leggere qualche libro sulle varie questioni, e non soffermarsi solo alle condivisioni sui social network.
Non sto dicendo che è vietato lo sfottò, anzi. Francamente partecipo volentieri all'ironia, ma sembrate i bulli che prendono per il culo i compagniucci di scuola più sensibili. Proprio voi che se la critica vi attacca o i colleghi storcono la bocca alle vostre scelte lavorative e artistiche, vi piccate e vi offendete. Cosa c'entra? C'entra, c'entra, perché è sempre brutto credere di essere migliori degli altri. 


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