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lunedì 23 aprile 2012

Mi hanno taroccato...

Tutto inizia con la visita di una coppia di miei amici in un negozio di arredamento alle porte di Roma. Il negozio vende cucine e complementi d'arredo di vario tipo e, come si fa spesso in coppia quando si deve arredare un appartamento, i miei compari si sono messi a dare un'occhiata anche al resto del negozio. Vedi mai che ci sia qualcosa di carino!
Ad un certo punto, vista la professione della coppia, la loro attenzione è stata attratta da un pannello di grandi dimensioni a tema “fumettistico”. Sul pannello, il volto del noto indagatore dell'incubo faceva bella mostra di sé, e visto che non stava ammazzando zombie o vampiri, l'old boy era intento nell'altra attività che lo ha reso celebre. Lumacare. Dylan Dog è abbracciato teneramente ad una ragazza, e fin qui nulla di strano, ma quando i miei amici hanno realizzato chi fosse la ragazza avvinghiata, sono sobbalzati. “Cappero, ma quella è Desdemona!”


Finita la visita al negozio, gli amici mi hanno telefonato chiedendomi lumi. “Sì, quella illustrazione è mia, ma non so nulla di questi pannelli. Cacchio, l'immagine è stata riprodotta senza il mio consenso!”

Il disegno era stato commissionato nel 1995 dalla rivista “Dime Press” e rappresentava un ipotetico incontro tra Dylan Dog e Desdemona Metus, “L'Insonne”. Un incontro improbabile ma che, nella mente dei lettori (e nella mia) è capitato più di una volta. L'illustrazione a matita è del sottoscritto, la china invece è di Jacopo Brandi, che detiene l'originale. Prezzo del pannello di 408,00€ poi scontato a 285,60€.  Quindi, cos'è successo? E' successo che l'autore del pannello, in una fregola da pop art “de noartri”, ha rimediato in rete questa illustrazione, l'ha rielaborata un po' come farebbe uno studente della Comics strafatto di crack, e ne ha realizzato una linea di pannelli.


 Ho esaminato il disegno accuratamente e sono arrivato alla conclusione che l'opera originale è stata probabilmente ricalcata, oppure ripassato con mano insicura. Da notare il fatto che sono stati tolti gli orecchini di Desdemona. Questo apre una questione: si tratta comunque di plagio oppure no? Ve lo chiedo, cari lettori, proprio nei giorni in cui Fumettoville si arrovella, si scontra e si divide su questioni di ricalco e copiatura tra autori. E chissà cosa avrà da dire la Sergio Bonelli Editore quando scoprirà che il nome di Dylan Dog viene usato a scopi commerciali. Se fosse capitato alla casa editrice di Diabolik, L'Astorina, sarebbe partita subito la lettera dell'avvocato, perché sono giustamente attentissimi a proteggere il valore del loro marchio. Per non parlare di quello che gli avrebbe fatto la Disney.

Ai miei occhi questo è un mezzo furto, o forse un furto tutto intero. E' come se, in un negozio di arredamento, avessi rubato un comodino, lo avessi pittato di rosso vermiglio a pallini gialli e lo avessi rivenduto per mio.
Converrete che non si fa così.

7 commenti:

  1. a parte la tristezza che stà dietro il plagio e lo sfruttamento sempre. Questa storia mi fa pensare a quanto i fumettisti potrebbero guadagnare insinuandosi nel mondo nell'arredamento, anche di lusso. E non stò scherzando.

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  2. Ciao.
    Concordo con te ed è giusto che venga tutelato il diritto d'autore.
    Comunque, senza andare molto lontano, la violazione del diritto d'autore, per quanto riguarda Dylan Dog, è all'ordine del giorno. Molti si improvvisano disegnatori (assolutamente non autorizzati dalla casa editrice) e, facendosi pubblicità con vari mezzi, tra cui anche dei blog personali, vendono le proprie opere su commissione.
    Non è certamente la stessa cosa del pannello in questione, ma a questo punto, se lo fa Tizio possiamo farlo tutti! Perchè la casa editrice non interviene??? Troppo comodo andare in Redazione e parlare di "eventi no profit" e poi fare i "cavolacci propri", ma quale no profit, nel mondo dylaniato nulla è no profit, l'indagatore dell'incubo è affarone sempre e comunque.
    In questo commmento io ho messo la faccia, il mio nome e il sito che gestisco, in quanto, quello che ho appena scritto, corrisponde al vero ed è noto a tutti cosa capita.

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  3. Markus di Firenze23 aprile 2012 20:12

    E' vero che riconoscere la qualità artistica di un personaggio fumettoso tanto da onorarne un mobilio è lodevole... Ma intanto questo non è un paravento o un cuscino, è un QUADRO, quindi una 'copia' abusiva. poi il personaggio è dell'autore, o della casa editrice. Prima di usarlo va chiesto il permesso. Non è sottinteso. Da lì a offrire un compenso per lo sfruttamento dell'immagine è una ulteriore faccenda. Vai, mandate la lettera!

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  4. in america sarebbe plagio, e scatterebbe immediatamente una bella sanzione pesante per chi ha violato il diritto d'autore. in italia, dipende un po' da come s'è alzato il giudice quella mattina.

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  5. Qualche anno fa un locale notturno di Pistoia rubo' una mia copertina di Blue per farci un insegna luminosa grandissima....entrai e feci notare la cosa, alche' il gestore mi offri' bevute gratis all'infinito :) Questo e' un appello: ''care hospode di Praga rubatemi qualche disegno che poi bevo gratis!''

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  6. La rielaborazione è un diritto sacrosanto, senza il quale non esisterebbero innumerevoli storie Bonelli, che affondano sempre saldamente le radici in storie, leggende, episodi e personaggi realmente esistiti o appartenenti alla fantasia altrui. Se il mondo delle arti visive funzionasse come quello della musica, ci si potrebbe domandare se l'opera riprodotta sia stata in qualche modo "campionata" e "remixata", e in questo caso ci si risponderebbe di no: le è stato impresso un blando effetto, ma la rielaborazione non mi sembra sufficientemente sentita e personale da farne un'opera a sè. Poi è chiaro che, siccome nel mondo delle arti visive non si applicano gli stessi principi della musica, si parlerebbe di plagio anche se Rupert Everett si facesse fotografare in jeans, giacca e camicia rossa per il nuovo servizio di Vogue, magari. Il mondo del fumetto ama le esagerazioni e ama dimenticare le proprie origini, e la legge del copyright è dalla sua parte.

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    1. "ma la rielaborazione non mi sembra sufficientemente sentita e personale da farne un'opera a sè"

      Assolutamente d'accordo!

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