
"Diabolik è un opera collettiva. Lo so che questo concetto, con tutta l’aura di sperimentazione che permea la parola “opera collettiva”, viene accettato, a livello di percezione, per un diverso di tipo di fumetto.
Mi rendo conto che alcune parole sono gradite soltanto quando dici :
Io alcuni miei amici artisti ci siamo ritrovati in una stanza dell’Hotel Mercure e, ascoltando i Baustelle, abbiamo realizzato un’opera collettiva che racconta mirabilmente il senso di vuoto che permea i nostri ombelichi.
Invece, maguardaunpo’, leggere l’ampio elenco di nomi che compone i credits di un numero di Diabolik crea un certo sconcerto."
Trovate tutto il bel pezzo di Diego Cajelli sul suo variopinto BLOG, ma questo inizio era favoloso e lo condivido in pieno. Forse è per questo che nel mio ombelico non trovo il vuoto ma delle inspiegabili matassine di cotone?
Ah, ecco. L'avessi letto prima, non mi sarei chiesto quello che poi mi sono chiesto in quel post in cui sei intervenuto tu :)
RispondiEliminaBeh, stata l'occasione di conoscerci e di scampiare qualche opinione!
RispondiEliminaCiao Giuseppe, sei un grande!!! Ma quando disegnavi Eva te ne sei mai innamorato? Io la adoro!!!
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