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giovedì 15 gennaio 2015

Di vignette, status e stragi

Un amico mi ha fatto notare come il dolore per le vittime di Parigi non sia emerso dai miei status di Facebook, come se non fossi stato toccato da quel massacro. Perché in quei giorni non mi sono, come tutti, platealmente strappato occhi e capelli?
Perché mi ero strappato il cuore. E pure lo stomaco. In privato.
Perché mi sembrava superfluo gridare il mio dolore per una cosa così palesemente inumano.
Questo è anche il motivo per il quale non ho fatto nessuna vignetta: tutto superfluo, inutile e prevedibile dopo quel mare di sangue.
Questo è il limite dei social: sono troppo veloci. Non si può comprendere uno stato d'animo complesso da una frase o scorrendo compulsivamente la ruzzola del mouse.

Urge riflessione che non tarderà ad arrivare.

Sulla questione riguardante il libro abusivo realizzato dal Corriere, beh... è talmente un torto gigantesco che non perdo tempo ad articolare un discorso.


Illustrazione di http://www.mammaiuto.it/ (seguiteli che sono favolosi)

mercoledì 31 dicembre 2014

Di semi, piantire e capodanni

Ben sapendo che dei bilanci altrui non frega un dattero a nessuno, mi fermo un attimo a fare un mio computo professionale di quello che è stato e di quello che sarà.
Sento un cambiamento in atto e il cambiamento è sempre positivo, alla faccia dei proverbi popolari.
Alcuni semi piantati in questi anni non sono cresciuti, oppure sono stati calpestati per imperizia o per chirurgica mira, altri stanno mettendo su delle robuste piantine che, credo, daranno fiori belli e duraturi. Poi, di semi ne ho ancora molti, in testa, ma le idee sono appunto come delle piantine: delicate. E siccome non mi vergogno di dire che seguo il pensiero magico (alla Jodorowsky, non alla Wanna Marchi, chiariamo), credo che l'attenzione della gente, a quelle piantine, possa farle appassire.
In soldoni, non vi dico nulla per scaramanzia.
Comunque, auguri, e che i vostri sogni possano realizzarsi. E non abbiate paura, i sogni al mondo non sono contati. Ce n'è per tutti. L'importante è avere il coraggio di sognare i propri sogni e non quelli degli altri.


giovedì 4 dicembre 2014

Buon viaggio, Samantha!

Perché, dentro di me, c'è ancora un bambino convinto che prima o poi diventerà un astronauta.