Erano davanti ai loro specchi luminosi, abbagliati da quello che vedevano.
Rabbiosi perché sapevano di essere in trappola e non volevano ammetterlo.
Consci che le loro lancette stavano per concludere il giro e avevano sprecato la loro vita. In un modo o nell'altro.
Per questo erano furenti.
Per questo si odiavano l'un l'altro, perché preferivano proiettare le loro sconfitte negli occhi dei loro simili, piuttosto che accettarsi pienamente.
Avevano creduto che la felicità fosse un diritto, ma erano stati imbrogliati.
Nessuno gliel'avrebbe regalata.
Non ci sarebbero stati doni di natale sotto l'albero oscuro dell'esistenza.
"Si ha solo quello che realmente si desidera", era la legge sconosciuta di quell'universo. L'autocommiserazione aveva un sapore dolciastro a cui non sapevano rinunciare. Molti riuscivano a vivere solo nutrendosi di questo nettare oleoso che gli umani chiamavano sofferenza ed alimentando chissà quale parassita psichico che la scienza chiamava psicosi.
E gli specchi luminosi davanti alle quali passavano le loro ore migliori, servivano proprio a questo: a proiettare all'infinito le immagini distorte del loro essere. Cani impazziti e rabbiosi che abbaiano in cerca della felicità. Come le malattie si trasmettevano attraverso il contatto fisico, l'odio diventava pandemico attraverso gli specchi luminosi.
Ma la felicità è solo uno stato mentale.
Fu così che uno di questi inconsapevoli schiavi si alzò, prese lo specchio luminoso e lo spaccò in mille pezzi.
E finalmente, nel silenzio, si sentì un po' più felice.
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martedì 26 giugno 2012
Gli specchi luminosi
sabato 23 giugno 2012
Yndi@ - quinto episodio
E siamo alla quinta puntata di Yndi@ su Verticalismi.
Potete leggerla QUI.
Li avete visti i riferimenti a Nirvana? E l'omaggio a Rat Man?
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Parlando di Quabbala, Internet e fumetto
Passo molto tempo on-line, nel senso che Facebook e Blog risucchiano una fetta della mia giornata che potrebbe essere destinata ad altro: tornare in palestra o al corso di tango con la mia splendida signorina, ad esempio.
O semplicemente a creare.
Magari creare porcherie, ma comunque creare.
Il pc è sempre acceso. Navigo pochissimo ma, mentre disegno ascolto audiolibri, o conferenze di vario genere, dalla teologia, ai misteri del cosmo, passando per le cronache di efferati delitti. Insomma, la rete mi serve e diciamolo, mi fa compagnia in questo piccolo studio, occupato, oltre che da me, da qualche zanzara e moschini di variegate specie. Però, non posso fare a meno di pensare che la rete sia davvero quello che dice il suo nome: una rete, una trappola.
Nell'alfabeto ebraico le lettere venivano usate anche per scrivere i numeri, così la nostra W (la Vav) corrisponde al numero 6. Quel "WWW" di "world wide web" diventa quindi anche inquetante per le ragioni che potrete facilmente dedurre. Ma la W rappresenta anche il "nodo", un nodo che ci lega tutti ma che potrebbe anche serrarci la gola o semplicemente trattenerci qui, invischiati dal nostro stesso EGO. Un ego che a volte ha l'aspetto di semplice compiacimento di sé stessi e a volte si scatena in assurde e sterili discussioni virtuali, mentre sarebbe tanto più sano darsi un appuntamento e, a seconda dei casi, bersi una birra insieme o sfasciarsi la faccia a furia di cazzotti. Confessatelo, quante volte, invece di schiacciare i tasti, vorremmo schiacciare delle teste? E invece le dinamiche umane, lontano dalla rassicurante tastiera, cambiano incredibilmente: spavaldi col mouse, timidi e impacciati di persona. Internet non sarà il demonio, ma certamente rappresenta, come ogni demone che si rispetti, un limite da superare.
E visto che ancora non sono assunto ad una coscienza più alta, e il mio sistema limbico mi tiene ancora per gli attributi, approfitto di questo post per mostrarvi qualche tavola tratta dal mio prossimo Diabolik e inchiostrata, come sempre, da Jacopo Brandi. Esce a Luglio. Ne riparleremo.
O semplicemente a creare.
Magari creare porcherie, ma comunque creare.
Il pc è sempre acceso. Navigo pochissimo ma, mentre disegno ascolto audiolibri, o conferenze di vario genere, dalla teologia, ai misteri del cosmo, passando per le cronache di efferati delitti. Insomma, la rete mi serve e diciamolo, mi fa compagnia in questo piccolo studio, occupato, oltre che da me, da qualche zanzara e moschini di variegate specie. Però, non posso fare a meno di pensare che la rete sia davvero quello che dice il suo nome: una rete, una trappola.
Nell'alfabeto ebraico le lettere venivano usate anche per scrivere i numeri, così la nostra W (la Vav) corrisponde al numero 6. Quel "WWW" di "world wide web" diventa quindi anche inquetante per le ragioni che potrete facilmente dedurre. Ma la W rappresenta anche il "nodo", un nodo che ci lega tutti ma che potrebbe anche serrarci la gola o semplicemente trattenerci qui, invischiati dal nostro stesso EGO. Un ego che a volte ha l'aspetto di semplice compiacimento di sé stessi e a volte si scatena in assurde e sterili discussioni virtuali, mentre sarebbe tanto più sano darsi un appuntamento e, a seconda dei casi, bersi una birra insieme o sfasciarsi la faccia a furia di cazzotti. Confessatelo, quante volte, invece di schiacciare i tasti, vorremmo schiacciare delle teste? E invece le dinamiche umane, lontano dalla rassicurante tastiera, cambiano incredibilmente: spavaldi col mouse, timidi e impacciati di persona. Internet non sarà il demonio, ma certamente rappresenta, come ogni demone che si rispetti, un limite da superare.
E visto che ancora non sono assunto ad una coscienza più alta, e il mio sistema limbico mi tiene ancora per gli attributi, approfitto di questo post per mostrarvi qualche tavola tratta dal mio prossimo Diabolik e inchiostrata, come sempre, da Jacopo Brandi. Esce a Luglio. Ne riparleremo.
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Comics4Emilia
C'è anche un mio piccolo contributo e vi invito a partecipare.

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venerdì 22 giugno 2012
Diabolik e Firefox
Amici "diabolici", forse vi sarà sfuggito, ma ho scoperto che potete aggiornare la barra del vostro Firefox con una bella immagine del nostro Re del Terrore...

Come fare? Non sono un esperto, quindi vi dico solo come ho fatto io.
Andate su "componenti aggiuntivi", scegliete "temi personas consigliati" cercate "diabolik" e scegliete quello che vi piace.

Come fare? Non sono un esperto, quindi vi dico solo come ho fatto io.
Andate su "componenti aggiuntivi", scegliete "temi personas consigliati" cercate "diabolik" e scegliete quello che vi piace.
Intervista col "G"
Ho ripescato dal baule dei ricordi, un video di una intervista del 2007. Alle spalle avevo il "G", noto speaker e conduttore televisivo toscano.
Qualche chilo in più, qualche capello bianco in meno, ma sempre a parlare di fumetti e in special modo de L'Insonne, Cornelio e Diabolik.
Qualche chilo in più, qualche capello bianco in meno, ma sempre a parlare di fumetti e in special modo de L'Insonne, Cornelio e Diabolik.
giovedì 21 giugno 2012
Di Adam farlocchi e di Davvero
Leggo casualmente su Facebook, questo enigmatico meltin pot tra fumettoville e la trasmissione "Mistero".
Salve sono Adam Gnagnon
Oggi 28 maggio sono stati svelati i nomi dei sei
disegnatori prescelti di DAVVERO, non è un caso che
alcuni di essi lavorano già per la Star , non è un
caso che alcuni hanno disegnato Desdy Metus, non è
un caso che il creatore di Desdy è editor della Star, e
che ha proposto DAVVERO alla Star.
Alla faccia di far lavorare gli esordienti.
Ma questa è solo una fantasia della mia mente.
Un saluto dal vostro Adam Gnagnon.
Avrei potuto ignorare questa boutade, ma permettetemi di approfittarne per chiarire il mio pensiero.
La notizia la trovate QUI e riguardava i disegnatori dei primi sei numeri di "Davvero".
Si deduce dal divertentissimo post di Gnamon, che da queste parti si predichi bene e si razzoli male, ovvero, a parole si favoriscono gli esordienti e nei fatti i professionisti.
E allora facciamo chiarezza.
Walter Trono era un esordiente assoluto quando l'ho contattato per disegnare una storia breve dell'Insonne. Ha poi disegnato un episodio di "The Secret" e frammenti di "Legion75". Lucchi e Stanich mi risulta fossero esordienti sulle pagine on line di "Davvero" e non avevano mai disegnato per la Star. Cesana e Ingrata avevano illustrato un fumetto di Barbara Baraldi. Loro, come Dominici, sono esordienti per le edicole. La disegnatrice del gruppo con più carriera alle spalle è Michela da Sacco.
Per te, caro Gnamon questa scelta contraddice il proposito di far lavorare esordienti?
Cioè, appena uno pubblica un albo, è da considerarsi veterano? Va mollato per abbracciare il nuovo che avanza?
Avrei dovuto setacciare le scuole del fumetto della penisola per scovare nuovi talenti intonsi? Ah, no... c'è chi dice (non io) che quelle andrebbero chiuse tutte.
Per l'occasione riporto una frase di Paola Barbato estratta dall'intervista che trovate QUI.
Dom: Ciao Paola. Davvero da scommessa è diventata una splendida realtà ti va di tracciare un bilancio di questa che si può ritenere una scommessa vinta.
Risp: Mah, non sono brava con i bilanci. Il bilancio di pancia è satollo. Siamo partiti in aria di lapidazione e ora abbiamo un pubblico affezionato ed entusiasta che ci segue e resta sveglio di notte in attesa della pubblicazione. Ci avevano prospettato un numero di visitatori esiguo e sembra che abbiamo battuto qualche record. Abbiamo sbugiardato tutti i dotti medici e sapienti che sostenevano che storie di questo tipo non avevano posto nel mercato italiano. E infine, l'orgoglio più grande, tanti di quei "dilettanti allo sbaraglio" (definizione non mia) hanno trovato lavoro grazie a "Davvero". Ne sono felice, anche perchè è un team eccezionale, compatto, una vera squadra che ha imparato a contaminarsi, aiutarsi e sostenersi, cosa abbastanza rara, mi pare, nel panorama fumettistico italiano. Il resto fa piacere ma le soddisfazioni grandi sono queste.
E per la cronaca, i ragazzi di "Davvero", stanno realizzando delle tavole meravigliose. Ringrazio davvero tutti per l'incredibile lavoro che stanno facendo. Davvero, che può piacere o no, sarà fatto col cuore e con tutte le attenzioni possibili.
E io credo che quando si lavora col cuore, i lettori se ne accorgono.
Salve sono Adam Gnagnon
Oggi 28 maggio sono stati svelati i nomi dei sei
disegnatori prescelti di DAVVERO, non è un caso che
alcuni di essi lavorano già per la Star , non è un
caso che alcuni hanno disegnato Desdy Metus, non è
un caso che il creatore di Desdy è editor della Star, e
che ha proposto DAVVERO alla Star.
Alla faccia di far lavorare gli esordienti.
Ma questa è solo una fantasia della mia mente.
Un saluto dal vostro Adam Gnagnon.
Avrei potuto ignorare questa boutade, ma permettetemi di approfittarne per chiarire il mio pensiero.
La notizia la trovate QUI e riguardava i disegnatori dei primi sei numeri di "Davvero".
Si deduce dal divertentissimo post di Gnamon, che da queste parti si predichi bene e si razzoli male, ovvero, a parole si favoriscono gli esordienti e nei fatti i professionisti.
E allora facciamo chiarezza.
Walter Trono era un esordiente assoluto quando l'ho contattato per disegnare una storia breve dell'Insonne. Ha poi disegnato un episodio di "The Secret" e frammenti di "Legion75". Lucchi e Stanich mi risulta fossero esordienti sulle pagine on line di "Davvero" e non avevano mai disegnato per la Star. Cesana e Ingrata avevano illustrato un fumetto di Barbara Baraldi. Loro, come Dominici, sono esordienti per le edicole. La disegnatrice del gruppo con più carriera alle spalle è Michela da Sacco.
Per te, caro Gnamon questa scelta contraddice il proposito di far lavorare esordienti?
Cioè, appena uno pubblica un albo, è da considerarsi veterano? Va mollato per abbracciare il nuovo che avanza?
Avrei dovuto setacciare le scuole del fumetto della penisola per scovare nuovi talenti intonsi? Ah, no... c'è chi dice (non io) che quelle andrebbero chiuse tutte.
Per l'occasione riporto una frase di Paola Barbato estratta dall'intervista che trovate QUI.
Dom: Ciao Paola. Davvero da scommessa è diventata una splendida realtà ti va di tracciare un bilancio di questa che si può ritenere una scommessa vinta.
Risp: Mah, non sono brava con i bilanci. Il bilancio di pancia è satollo. Siamo partiti in aria di lapidazione e ora abbiamo un pubblico affezionato ed entusiasta che ci segue e resta sveglio di notte in attesa della pubblicazione. Ci avevano prospettato un numero di visitatori esiguo e sembra che abbiamo battuto qualche record. Abbiamo sbugiardato tutti i dotti medici e sapienti che sostenevano che storie di questo tipo non avevano posto nel mercato italiano. E infine, l'orgoglio più grande, tanti di quei "dilettanti allo sbaraglio" (definizione non mia) hanno trovato lavoro grazie a "Davvero". Ne sono felice, anche perchè è un team eccezionale, compatto, una vera squadra che ha imparato a contaminarsi, aiutarsi e sostenersi, cosa abbastanza rara, mi pare, nel panorama fumettistico italiano. Il resto fa piacere ma le soddisfazioni grandi sono queste.
E per la cronaca, i ragazzi di "Davvero", stanno realizzando delle tavole meravigliose. Ringrazio davvero tutti per l'incredibile lavoro che stanno facendo. Davvero, che può piacere o no, sarà fatto col cuore e con tutte le attenzioni possibili.
E io credo che quando si lavora col cuore, i lettori se ne accorgono.
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