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martedì 13 novembre 2012

Davvero. In edicola il 22 novembre


Disegno di Trono e colore di Meloni. 

Tra pochi giorni, il 22 novembre, il primo episodio di Davvero approderà in edicola e la sua strana copertina cercherà di farsi notare tra le tante altre. Durante la kermesse lucchese è andato molto bene. Le vendite sono state alte e i protagonisti hanno raccolto l'affetto dei lettori. E' stata una scelta giusta? Sbagliata? Ne abbiamo parlato anche troppo. Credo sia comunque un bel sogno che si realizza: il sogno di una autrice che si è messa in gioco, il sogno di tanti disegnatori esordienti che sono diventati professionisti sposando un progetto. Un'idea.
Ora la palla passa ai lettori che sono l'unica insindacabile giuria che noi autori vogliamo.


lunedì 12 novembre 2012

Quando Diabolik mi ha salvato la vita

Che Diabolik fosse una star del jet set italiano, malgrado fosse fatto di carta e china e non di carne e sangue, mi è stato chiaro fin dal primo istante in cui la mia matita lo ha incrociato.
Quando dieci anni fa, il Re del Terrore compiva quarant'anni, io sono entrato in forza alla casa editrice Astorina, ma per uno strano scherzo del destino, quel giorno Diabolik, il pericoloso criminale, mi ha salvato la vita.
La storia che state per leggere l'ho raccontata tante volte agli incontri sul personaggio creato dalle sorelle Giussani, ma non credo di averla mai messa per iscritto e oggi mi sembra proprio arrivato il momento.

La mia avventura con il re dei ladri inizia proprio con un furto.

Era il 2002 e, mentre guidavo verso casa a notte fonda, passai davanti ad un edicola dove faceva bella mostra di sé un cartone raffigurante un bacio tra Eva e Diabolik. 


Era uno di quei cartoni pubblicitari per una ristampa del Re del terrore, credo ad opera della Mondadori. Quel disegno aveva attratto la mia attenzione e pensai che sarebbe stato benissimo nel mio piccolo studio di fumettista. Così decisi di prenderlo. Aprii il portellone dell'auto, sfilai il cartone dal fil di ferro che lo bloccava e lo caricai in macchina, proprio mentre qualcuno, probabilmente l'edicolante, mi gridava contro da una finestra aperta. Mi spiace, amico mio, se leggi questo blog, sappi che è tutto passato in prescrizione. Comunque, dopo pochi giorni da quando posizionai il cartone nel mio studio accadde il miracolo.
Ma facciamo un passo indietro.
Disegnavo fumetti dal 1994. Nel mio curriculum c'erano state pubblicazioni importanti, un Mister No, Lazarus Ledd, la mia adorata Insonne, ma malgrado ben quaranta, dico quaranta tavole di prova spedite alla Sergio Bonelli editore, realizzate con Jacopo Brandi, non ero riuscito a convincere la redazione di via Buonarroti a darci una possibilità. Le tavole erano belle, dicevano, ma non c'era posto. 


 Io, che mi occupavo soprattutto di pubblicità, per spot dedicati ai bambini, sia come storyborder che copywriter, mi ero davvero stancato di un precariato fumettistico senza speranza e avevo deciso di abbandonare i fumetti per dedicarmi totalmente alla pubblicità. Una scelta dolorosa ma che appariva l'unica soluzione ma non potevo sapere che l'Universo stava già cospirando alle mie spalle per cambiarmi la vita.
Avevo avuto la telefonata di una persona che mi chiedeva di mandargli qualche mia tavola per un non ben precisato progetto a fumetti. Accettai con malavoglia di spedirgli qualche tavola, e riempii la busta con le fotocopie che affollavano il mio tavolo da disegno laccato nero (sì, giovani colleghi, parlo di fotocopie. Nel 2001 la mail non era così diffusa... e non c'era neppure Google, SketchUp, la possibilità di fare i fermo immagine dai film, la cintiq e tutte quelle cosettine che vi semplificano il lavoro). Comunque, dicevo, raccolsi tutte le fotocopie che c'erano sul mio tavolo, più con l'idea di far pulito, piuttosto che preparare un book di presentazione. Ero sfiduciato e anche parecchio incazzato. Ero bravo. Lo sapevo. Avevo una lunga esperienza, le prove bonelliane che avevamo fatto sono a tutt'oggi alcune le cose migliori che abbiamo sfornato. Eppure sembrava che non fosse proprio possibile essere presi in considerazione in un ambiente in cui sembravano svilupparsi dinamiche che non comprendevo e da cui ero escluso.
Io credo nella sincronicità, l'ho scritto tante volte su questo blog, e quello che stava per accadere ne è una prova evidente.
Ma cosa c'entra il cartone rappresentante il bacio tra Eva e Diabolik?
C'entra, perché pochi giorni dopo "il furto", mi chiamò la persona che mi aveva chiesto le fotocopie perché un suo amico, Giorgio Montorio, inchiostratore di Diabolik, le aveva viste e le considerava adatte alla serie. Avrebbe voluto inchiostrami e mi proponeva di fare delle prove. Capite? Se io non avessi messo nella busta anche delle matite, Giorgio non le avrebbe viste e non avrebbe potuto pensare che il mio modo di disegnare era compatibile col suo, e certamente non mi avrebbe proposto di fare delle tavole di prova ufficiale per Diabolik. Tavole di prova che andarono bene e che mi permisero, poco tempo dopo il furto di quel cartone pubblicitario, di lavorare per uno dei più importanti editori italiani e per l'eroe dei fumetti, forse più conosciuto.
E non solo.
L'astorina era ed è una famiglia eccezionale, fatta di persone splendide. Davvero rare, non solo nel mondo dei fumetti. I fan diabolici erano una forza, e Diabolik stava sempre di più trasformandosi da personaggio dei comics a brand. Il suo marchio si poteva trovare nell'abbigliamento, nei gadget, nei videogiochi, nei cartoni animati e chi più ne ha più ne metta.
Diabolik stava trasfigurando.


E questo venerdì sera lo ho pensato ancora, quando, all'inaugurazione di una mostra dedicata ai cinquant'anni del re del terrore, è stato proiettato il trailer della serie di telefilm prodotta da sky che lo vedrà come protagonista.


Del film o del telefilm dedicato al ladro di Clerville, sentivo parlare dal mio primo giorno come disegnatore, dieci anni fa. Sembrava proprio che il diavolo, appunto, ci mettesse la coda per impedirne la realizzazione, ma quando venerdì sera l'ho visto finalmente proiettato, ammetto che avevo la pelle d'oca. Tra tantissimi amici e colleghi, provenienti da tutta Italia, ho avuto la precisa sensazione di far parte della storia di un personaggio così importante del mondo del fumetto italiano e anche la consapevolezza di essere un ingranaggio che contribuisce a farlo continuare a vivere come volevano Angela e Luciana Giussani.
Anche per questo, Diabolik merita una grande considerazione.
E vorrei dirlo a chi verrà, a chi lo disegnerà domani, magari dopo di me. Attenti: state maneggiando un pezzo di storia della cultura e del costume italiano, ma non solo. Questo personaggio ha rappresentato, per le sue creatrici, qualcosa che va ben oltre ad una semplice pubblicazione. E' più simile all'amore che una madre prova per il figlio.
Diabolik, di madri ne ha avute addirittura due, e forse è per questo che è ancora qui.
Abbiate cura di ogni vignetta che farete. Non tirate a far ciccia e non pensate al conto in banca. Siate rispettosi, altrimenti potreste correre dei rischi, perché Diabolik sa bene come vendicarsi.

venerdì 9 novembre 2012

Diabolik alla Biblioteca delle Oblate di Firenze

Domenica 11 novembre, dalle 16 alle 18, presso la Biblioteca delle Oblate in via dell'Oriuolo 26 a Firenze, incontro  dedicato a Diabolik.

Comunicato.

In occasione dei 50 anni del personaggio fumettistico e di costume Diabolik, delle sorelle Giussani, Giuseppe Di Bernardo, disegnatore e sceneggiatore presenta I racconti dei cinquant'anni. Un viaggio nel mito di uno dei personaggi più incisivi del fumetto italiano per conoscere il perchè della longevità di un personaggio nato negli anni '60 ma ancora oggi di moda.
 
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

Ore 16:00-18:00
Incontro dedicato a Diabolik presso la Biblioteca delle Oblate in via dell'Oriuolo 26



mercoledì 7 novembre 2012

Incontri col pubblico: croce e delizia

Mi rendo conto che spesso passo da cafone.
Mi rendo conto che non è gentile rispondere sempre "non posso" ad un invito, ma, davvero, amici miei, ho esaurito le batterie e non posso aggiungere altri appuntamenti al calendario.
Certo, gli incontri col pubblico sono molto belli e gratificanti, ma se volevo fare i bagni di folla sarei diventato un attore o un musicista. Invece a me piace il silenzio indispensabile per guardarsi dentro.
In questi mesi, causa soprattutto i 50 anni di Diabolik, sono stato una piccola trottola impazzita e ora vorrei prendere fiato.
Un po' perché io non amo molto gli incontri (ormai lo sapete), ma anche perché non vedo un vero vantaggio in queste manifestazioni. E' molto diverso dal tour che fanno gli scrittori per promuovere i libri. Anche per un semplice calcolo economico. Se uno scrittore fa un incontro e firma trenta volumi, probabilmente mette in cassa qualche soldino. Nel mio caso, nisba. Raramente c'è un gettone e difficilmente si ha il viaggio rimborsato.
Ma non è solo una questione venale.
C'è che questi incontri mi sottraggono tempo al disegno, alla sceneggiatura e alle mie faccende da editor. E' giusto partecipare, ma non si può stare continuamente in viaggio.
Quindi, per chi passa di qui con l'idea invitarmi da qualche parte, sappia che per qualche mese risponderò un gentile "no grazie". E se non insisterete avrete la mia eterna gratitudine :)

A tal proposito un piccolo elenco con i prossimi appuntamenti.

Venerdì 9 novembre - Milano - Mostra di Diabolik. Ingresso esclusivamente ad inviti.

Domenica 11 novembre - Firenze
Ore 15:00 breve incontro durante il convegno ufologico del Gaus, presso l'Hotel Albani, via Fiume 12.

Ore 16:00 Incontro su Diabolik alla biblioteca delle Oblate in via dell'Oriuolo 26.

Venerdì 30 novembre - Pistoia 
Ore 17.00: I venerdì del giallo: Il giallo tra fumetto e letteratura. Biblioteca San Giorgio.

lunedì 5 novembre 2012

Perché un fumetto da libreria costa di più di uno pubblicato in edicola anche se ha lo stesso formato? Provo a spiegarlo.

Prendo spunto da un commento che mi ha lasciato l'amico Luca Rivara a proposito del prezzo "esoso" degli albi de "L'Insonne" venduti dalle Edizioni Arcadia.

Luca dice tra i commenti QUI:
Ho visto poi presso lo stand della casa editrice arcadia (o sbaglio?) copie in vendita dell'insonne a 5.90€ (giuro--- un'albo costava sui 5 euro)
Mi chiedo però una cosa:
D'accordo che è una casa editrice piccola che ha qualche problema con i soldi ma, rilanciare un fumetto in b/n con lo stesso numero di pagine di un bonelli (96)....sicuro che sia una buona idea???
Io mi ero avvicinato e avevo la voglia di prenderlo...ma quando ho visto il prezzo ho detto di no
mi spiace
ma così non penso che si rilanci una testata
con tutto rispetto
tu cose ne pensi?

Rispondo con un post cercando di essere il più chiaro possibile e mi piacerebbe che anche proprio Mario Taccolini intervenisse e dicesse la sua. Bisogna spiegare e far ragionare il lettore che nulla sa di editoria.
Cercherò di essere breve, e perdonatemi per l'approssimazione dei conti. Servono solo a dare una vaga idea di come stanno le cose.

Un fumetto "bonelliano" da edicola viene stampato mediamente in 20/30 mila copie. La carta che viene usata è di norma piuttosto leggera. Il punto di "pareggio" è fissato intorno alle 10 mila copie vendute, ovvero, solo da quel punto, l'editore inizia a guadagnare. E guadagnare poco. Sappiatelo.
Quando si stampa per le librerie e per le fiere, le cose cambiano. E peggiorano. Non è pensabile che il prezzo resti lo stesso, è come sperare che un ristorante faccia lo stesso prezzo di un distributore automatico di piatti caldi.
Per le librerie si stampa molto di meno. Si stampa di meno, naturalmente, perché il mercato è più piccolo. Mi risulta che le fumetterie, in Italia, siano circa 300 e il sistema di acquisto (rese etc etc) è completamente diverso dalle edicole. Le fumetterie non hanno rese ed ordinano solo quello che sono certi di vendere. Ma questa è un'altra storia.
Allora, facciamo finta che io sia un editore di fumetti per libreria. Per tirature così piccole, 1.500 copie circa, non posso usare le macchine tipografiche che usano per grandi tirature, le "rotative", che funzionano con grandi quantità di carta. Per la stampa di poche copie si usano altri tipi di apparecchiature che purtroppo costano di più. Facendola semplice, è intuitivo pensare che se si stampano 100.000 pezzi di un qualsiasi oggetto, il prezzo unitario sarà più basso rispetto a stampare 1000 pezzi.
Ancora più semplice: se compro 100 mila tappi di plastica, il prezzo unitario del tappino sarà molto più basso di quando ne compro uno solo.
Per farvi capire meglio, ho improvvisato un preventivo on line di una tipografia piuttostoeconomica e ho richiesto 1.500 pezzi di albi "bonelliani" (nota bene, vendere 1500 albi in libreria è già un successone).

Bene, con grande sorpresa noterete che la spesa è di 3.036 €...
Ovvero circa 2 € a copia.
Fantastico, direte voi.
E invece no, purtroppo.
Dovete calcolare che circa metà del prezzo di copertina viene assorbito dal distributore (non conosco i parametri precisi e non posso essere più dettagliato) e non si è calcolata la cifra per la produzione artistica.
Oibò! Già! I fumettisti!
Fare un albo di 100 pagine vuol dire lavorarci almeno 5 mesi. Ecco, la spesa per la produzione artistica potrebbe aggirarsi intorno ai 6.000 €.
Quindi il costro di produzione di un albo, tra stampa e contenuti si aggira sui 9.000€.
6€ a copia che dovrebbe essere venduta almeno al doppio per via della distribuzione.
Caro Luca, se Arcadia vende le copie dell'Insonne a 5€ devi solo gridare al miracolo, perché l'editore (e anche gli autori) ci rimette. Credimi.
In soldoni, non si possono assolutamente comparare le produzioni "bonelliane" da edicola con quelle da libreria. Anzi, a mio parere è proprio un grave errore produrre per le librerie nello stesso formato delle edicole. Lo abbiamo fatto con L'Insonne per accontentare i collezionisti in modo che avessero tutta la serie nello stesso formato. La carta e migliore, la stampa è perfetta, la rilegatura è ineccepibile, ma ci sarà sempre chi non capirà la differenza e dirà che "è una vergogna e che costano troppo".

E non si tratta di "rilanciare" L'Insonne. Evidentemente, caro Luca, segui il blog ma ti è sfuggito qualche passaggio :).
Gli episodi 1-2-3 di Arcadia sono in realtà gli episodi 11-12-13 della serie iniziata in edicola. Non si tratta di un "rilancio", ma dell'epilogo della serie. Gli altri albetti che avrai visto allo stand, invece, sono delle pubblicazioni speciali a tiratura limitatissima.

Sarò lieto di riproporvi e rilanciare "L'Insonne" in edicola a prezzi super economici il giorno in cui un editore "popolare" accetterà di pubblicarla. Speriamo, ma naturalmente non dipende da me (e chiedere conto a me, francamente mi pare davvero buffo... è come imbestialirsi con un cantante per il costo del CD. Bah!).

C'è chi, ha smesso di acquistare "L'Insonne" quando è approdata in libreria, e lo ha fatto solo per il prezzo. C'era stato un aumento di 3€, ma tenendo presente che si trattava degli ultimi tre episodi, queste persone hanno preferito interrompere la lettura piuttosto che spendere 9 € in più (da spalmare in tre anni) quando ne avevano già spese almeno una trentina. La conoscete la barzelletta dei due pazzi che evadono dal manicomio dai 100 cancelli e dopo averne scavalcati 99 dicono che sono stanchi e tornano indietro?
Ogni volta che io prendo il treno per arrivare a Firenze dal paesiello dove vivo, spendo 3,30€. 3,30€ per 22 minuti in un treno affollato e puzzolente. Scommetto che capita anche a voi. Tre caffè, qualche decina di messaggini, un paio di litri di benzina. Un paio di birre scadenti comprate al supermercato, una scatola di biscotti.
Secondo me dovreste anche un po' vergognarvi di fare certi discorsi. Lo dico con affetto.
Potreste dire: "questo fumetto non mi piace e non lo compro", avreste tutto il mio appoggio e la mia comprensione. Vi faccio pure un disegnino. Gratis, ovviamente.
Ma non venitemi a dire che 5 € sono troppe per un fumetto che amate, perché significa che non date valore a quello che contiene e al lavoro (enorme) che c'è dietro (e dentro). 

Un consiglio: se la pensate così, leggete solo le produzioni mainstrean, quelle su larga scala, quelle delle major che possono stampare migliaia di copie. Ma poi non lamentatevi se non ci trovate tante cose che si possono scrivere solo se si è indipendenti ;)

Post Lucca Comics 2012

Reduce da una Lucca affollatissima, convulsa, piovosa ma piena di soddisfazioni, ci terrei a ringraziare tutti gli amici che ho incontrato. Farò una lista approssimativa, certo di dimenticare qualcuno. Grazie a tutti gli aspiranti fumettisti che sono passati dallo stand Star Comics per mostrarmi i loro lavori. Ho cercato di dare qualche consiglio e tutti sono stati ad ascoltare con attenzione. Bravi, è lo spirito giusto. Vi auguro ogni successo immaginabile. Grazie all'organizzazione di Lucca Comics, tutti sempre gentilissimi ed efficienti. Grazie ai miei editori. Grazie allo staff Astorina e grazia al Re Del Terrore che dall'alto dei suoi 50 anni mi protegge sempre con la sua ombra. Grazie alla Star Comics, che sta diventando per me una seconda famiglia. I primi passi fatti insieme si stanno rivelando vincenti. E' presto per tirare le somme, ma i semini piantati un anno fa stanno cominciando a germogliare lasciando intravedere una specie meravigliosa. Grazie agli editori che mi hanno avvicinato con delle proposte davvero interessanti a proposito de “L'Insonne”. A quanto pare qualcosa sembra muoversi. Grazie ai colleghi. Mi piacerebbe vivere tutto l'anno in una città piena di fumettisti, incontrarli mentre vado a fare la spesa o al bar. E parlare di fumetti. Sempre. Grazie agli amici, quelli che vedo spesso e quelli che riesco a incontrare solo raramente. Un barretto isolato di Lucca diventa così un'isola felice, un porto franco anche per chiacchierare di cose che non riguardano le nuvolette parlanti. Grazie ai lettori, alcuni davvero fan sfegatati che non perdono l'occasione per avvicinarti e allungarti un foglio da scarabocchiare. E naturalmente grazie al piccolo angelo che mi accompagna, che si sorbisce interminabili ore fatte di chiacchiere un po' nerd, strade fangose ed affollate e che sopporta il mio terribile senso dell'orientamento (sì, io a Lucca mi perdo da vent'anni. Sospetto che le strade si spostano appena distolgo lo sguardo). La sua presenza mi aiuta a rimanere centrato in quella bolgia e anche se continuamente cercano di rimorchiarla, i suoi occhioni mi ricordano che il nostro amore è unico.
Ciao, Lucca Comics, ci vediamo l'anno prossimo.

4 novembre 1966. L'alluvione di Firenze nei fumetti

Nelle prime ore del 4 novembre del 1966, l'Arno invade Firenze.


Disegni di Francesco Bonanno.

Con "L'Insonne" ho trattato l'argomento, sia nel nono episodio "Carne di pietra", sia in un audiofumetto scritto con Antonio Le Noci.


Questo è il mio piccolo contributo alla memoria di un evento che non ha vissuto personalmente ma che ha segnato profondamente i fiorentini e questa città.